Ellenderil

Ellenderil.jpgEllenderil è il Santo delle Arti e della bellezza. Egli è il Protettore degli artisti, dei poeti, dei cantastorie e dei teatranti. Egli rappresenta la grazia e l’eleganza, la perfezione nei gesti, nei movimenti, nelle parole.
Ellenderil è anche legato alla protezione dei marinai e del mare, vista la sua passione per il grande oceano che ispirò le sue prime opere.

Titoli e simbolo

Simbolo_di_Ellenderil.jpgEllenderil è anche chiamato Lama e Poesia, un appellativo che il Santo si trascina da quando combattè al fianco di Surend. Il suo simbolo è una spada elfica che infilza una pergamena.

Forma di manifesazione

Ellenderil è un elfo di giovane età, anche se gli occhi profondi denotano esperienza e astuzia. Sul suo volto è perennemente stampato un sorriso beffardo che si ritrova anche nel suo sguardo ironico.
Ellenderil è un elfo tra i più belli e affascinanti. Il suo aspetto esteriore è sempre molto mutevole, sia come taglio di capelli che come abiti o gioielli. A volte sembra essere un poeta tenebroso, altre uno scanzonato cantastorie, altre ancora un drammatico teatrante.
La pelle è liscia e curata, candida, il portamento sempre elegante e aggraziato. Ogni suo movimento è soppesato, come ogni parola che esce dalle sue labbra e ogni nota suonata dai suoi strumenti.

Storia

Ellenderil nacque nel 135 P.I. Eardale, un’antica città elfica sull’oceano occidentale.
Fin da piccolo Ellenderil osservò il mare e la sua vastità. Gli sarebbe piaciuto esplorarlo, percorrerlo, ma gli bastava ascoltare la musica delle onde sulla spiaggia. Ogni giorno ascoltava quello che l’acqua aveva da dire: udiva il suo lamento malinconico d’inverno, e il suo riso spumeggiante d’estate. Osservava il movimento sinuoso delle onde, aspirava la libertà del vento.
Egli era figlio primogenito di un ufficiale dell’esercito di Aardelven. Suo padre avrebbe voluto che Ellenderil seguisse le sue orme, e lo obbligò fin da giovane ad imparare l’arte della spada. Ma Ellenderil non era un uomo di guerra. Egli non apprezzava la pesantezza dei movimenti del fante, nè tollerava le opprimenti armature.
Inoltre la scuola militare non gli permetteva di imparare le arti della poesia, della pittura, della musica, con cui egli poteva catturare la bellezza del creato. Ogni giorno, dopo l’addestramento, tornava a rimirare il mare, fino al crepuscolo.
Ellenderil fuggì dalla vita preordinata che il padre aveva programmato per lui. Si imbarcò di notte clandestinamente su un vascello, e dopo un lungo viaggiò approdò sulle rive dell’attuale Middlecoast.
Iniziò a girovagare, guadagnandosi da vivere con la sua musica, le sue danze, i suoi spettacoli. Egli sapeva sempre intrattenere con le parole migliori, le musiche più adatte.
I suoi viaggi gli insegnarono molto sul mondo. Imparò ad amare e a diffidare delle persone, imparò a lottare, combattendo in modo rapido e aggraziato come un gatto. Imparò che spesso una parola può essere più tagliente della lama di una spada.
Nel 14 P.I. i suoi viaggi lo portarono nell’Antica Mallorea, dove la sua fama l’aveva preceduto. Re Ludius, padre di Surend, lo volle a corte dove Ellenderil decise di fermarsi per un po’.
Presto però l’elfo conobbe l’audacia del figlio di Ludius: egli rimase affascinato dallo spirito del Condottiero, e meavigliato dalle sue gesta. Divenne suo compagno inseparabile e combattè al suo fianco.
Quando Vivec chiamò Surend, Ellenderil raccolse la sfida: quale grande occasione per cantare la saga più appassionante di tutti i tempi!
E così anch’egli vinse il Peccato insieme a Surend e agli altri Eroi. La saga del Condottiero è giunta ai giorni nostri proprio grazie alla penna di Ellenderil l’elfo, che prima di ascendere ad Even documentò il coraggio e la perseveranza del manipolo di Eroi.

Culto

Il culto di Ellenderil è il culto della bellezza. La Fede ripugna la mostruosità e apprezza l’arte e la grazia, anche nella lotta, a volte paradossalmente anche nella morte e nelle tenebre.
Il credo prevede funzioni e preghiere musicali e fantasiose, spesso improvvisate.
Il culto ha una discreta popolarità sulla costa occidentale, dove Ellenderil viene venerato come protettore degli oceani, e conta molti fedeli soprattutto di razza elfica ed umana. I marinai elfici spesso recitano sempre una preghiera ad Ellenderil prima di partire.

Clero

I sacerdoti di Ellenderil sono chiamati “Narratori”, probabilmente una storpiatura in realtà dell’elfico “Neret-Ear”, che significa “vicino al mare”.
I vestiti rituali hanno i colori del mare, anche se generalmente sono utilizzati solo dai sacerdoti elfici che vivono lungo la costa oceanica, quindi più attaccati al culto delle acque.
I chierici di Ellenderil sono spesso artisti e dedicano buona parte del loro tempo a creare opere bellissime.
I chierici combattenti sono agili e aggraziati, proprio come lo era il Santo.
Il culto prevede due due Templi e Guide della Fede. Il primo si trova a Eardale (nell’Aardelven), dove risiede il Protettore del Mare, e a Saffrey (nel Middlecoast), nel luogo dove Ellenderil sbarcò dal suo viaggio clandestino, e dove risiede il Mentore della Grazia.
Il primo è chiamato Tempio degli Oceani, il secondo Teatro dei Tempi.

Ellenderil

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