Dungeon World

19/11/2013 - Sessione 1

Giorno 4 Marzo 1500 A.I.

quaggoth.jpgI PG stanno fuggendo verso valle nella conca di un ghiacciaio, con gli stivali che affondano faticosamente nella neve. Sono inseguiti da una decina di quaggoth inferociti.
I quaggoth sono inferociti perché i PG hanno rubato al loro capotribù una chiave utile per raggiungere un tesoro, un medaglione. Per ottenere la chiave, un oggetto sacro per i quaggoth, sono saliti sul ghiacciaio dove si trovano le loro caverne, vi si sono infiltrati e hanno ucciso il loro capo che lo portava al collo. Ovviamente i quaggoth non l’hanno presa bene…
Questo medaglione si trova nel palazzo di ghiaccio di Padre Corvo. Crystal sa che questo Padre Corvo è un eremita tanto leggendario quanto misterioso.
Gannicus e Gorm decidono di fermarsi e fronteggiare i nemici, Throndir e Crystal avanzano di pochi metri ma all’improvviso pochi passi davanti a loro la neve cede rivelando un pericoloso crepaccio!
Throndir balza all’indietro ma Crystal scivola sulla neve.La maga riesce ad aggrapparsi ad una roccia, ma nella caduta la chiave che ha al collo si strappa e resta impigliata vicino alla sua mano.
Throndir le getta una corda per aiutarla e a questo punto la situazione si fa un po’ più rosea per la maga, ma se lei molla la roccia per afferrarla la chiave può cadere. Throndir le dice di lasciar perdere la chiave, ma Crystal ribatte che è importante, addirittura più per lui che per lei.
Nel frattempo Gannicus e Gorm indietreggiano piazzandosi a difesa dei compagni in difficoltà. I due riescono (non senza ferite per Gorm) a scagliare uno dei quaggoth nel crepaccio e a mettere fuori combattimento l’altro sfasciandogli l’inguine. Tuttavia i quaggoth sono duri da buttar giù e prima che arrivino gli altri i PG decidono di darsela a gambe.
ghiacciaio.jpgSi portano man mano verso la strettoia della conca del ghiacciaio, con le vette che li sovrastano da entrambi i lati. Ad un certo punto Gorm cerca di capire dove la coltre di ghiaccio può essere fragile, in modo da sfruttarla a proprio vantaggio. Purtroppo realizza che lui e i compagni si trovano sopra un punto dove la coltre di ghiaccio è pericolante, ed è un miracolo se non si è ancora spezzata.
Throndir interviene sfruttando le sue abilità per portare fuori i PG dai guai: di sicuro gli animali che vivono quassù sanno come muoversi.
I PG seguono le tracce degli animali al sicuro, e quando Gorm vede che i quaggoth si avvicinano alla zona pericolosa schianta il ghiaccio con la sua ascia. Il manto cede rivelando il burrone, la neve scivola trascinando con sé nel dirupo 2 nemici. Inoltra il cedimento ha creato un passaggio sicuro stretto a ridosso della parete della montagna, che costringe i quaggoth ad avanzare in fila indiana e a Gorm e Gannicus di affrontarli uno alla volta
Gorm lancia il suo urlo di sfida ai nemici, ma facendolo smuove della neve sopra di loro. Attenzione, possibili valanghe.
Il primo quaggoth si fa sotto assalendo Gannicus. Da dietro Crystal frigge un quaggoth di quelli nelle retrovie con i dardi incantati, Throndir ne ferisce un altro con le sue frecce, ma le continue tensioni del suo arco ne spezzano la corda.
Gannicus decide di combattere ed infilzare con la sua spada Impalatore il quaggoth che balza su di lui. Il quaggoth è infilzato e ferito ma il suo stesso colpo ora blocca l’arma di Gannicus con il suo peso. Gorm decide di aiutare il compagno piantando l’ascia nella schiena al quaggoth.
Il contraccolpo è tale da far cadere Gannicus. Il peso del cadavere sulla neve lo trascina verso il dirupo, e la sua spada è nel cadavere. A malincuore il gladiatore lascia andare l’Impalatore, arma di mille battaglie nell’arena.
I quaggoth sono ancora troppi e troppo forti. I PG vorrebbero provocare una slavina, e Throndir grazie alle sue conoscenze sa individuare dove la neve è più debole sopra il costone roccioso.
Il problema è che questa linea di rottura si trova diversi metri in alto sul crinale e ci vuole energia per farla crollare.
I PG arretrano, Gannicus sfodera il suo coltellaccio ricurvo e tira dove indicato dall’elfo, ma per farlo deve mettersi in una zona pericolosa. La slavina parte investendo i nemici e trascinandoli nel crepaccio.
Gannicus viene investito da uno dei bordi della lingua di neve, e trascinato a bordo crepaccio. A poca distanza da lui nella neve vede scivolare l’ascia di pietra del quaggoth ammazzato prima. La afferra e la pianta tra alcune rocce usandola come appiglio.
Throndir, non fidandosi ad avvicinarsi, ordina alla sua aquila Eagle di portare tra gli artigli un lembo di corda a Gannicus. Il gladiatore si aggrappa e alla fine riescono a tirarlo su.

Giorni 5-6-7 Marzo 1500 A.I.

I PG affrontano quindi la discesa verso la stazione commerciale di Stadfloden. Durante il viaggio Gorm assiste ad una scena curiosa di un cinghiale dal cui pelo spunta una manina che gli gratta sulle chiappe (?). Crystal pensa possa trattarsi di spiritelli e accenna ad una loro possibile maledizione che rivela la vera natura delle persone.

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25/11/2013 - Sessione 2

Giorno 8 Marzo 1500 A.I.

Arrivati a Stadfloden Gorm lascia il gruppo per perseguire i suoi scopi, e i PG si riuniscono nella taverna di Olaf con il Bardo Eric Draven.
Il pomeriggio è piovoso e la pioggia battente. Con la chiave in mezzo al tavolo i PG discutono del medaglione, un artefatto magico in grado di cambiare la natura delle cose (si parla di trasmutazione delle sostanze o di metamorfosi delle creature).
La ricerca di questo oggetto è stata commissionata da uno dei principali personaggi del Circolo dell’Ermellino, di cui Crystal fa parte.
Alla guida del Circolo ci sono parecchi maghi influenti (es. la Mente, il Politico, ecc.). Chi ha commissariato a Crystal la cerca è la Mente. A detta di Crystal lo fa per interesse nei confronti di un oggetto potente, Crystal lo fa per interesse personale di conoscenza magica.
Crystal lo ha rivelato ad Eric la sua missione e il suo mandante, perché quest’ultimo era a conoscenza del fatto che fosse nelle mani del leggendario Padre Corvo, e che servisse una chiave nelle mani dei quaggoth.
Ad un tratto un uomo entra in taverna. E’ un mercante di nome Tiziano che pare conoscere per fama Eric e le sue ballate. Nel parlare fa menzione di una barca che si è arenata a nord sul mare, a Codcliff, che pare portasse un tesoro.
Notata la chiave sul tavolo rimane affascinato scambiandola per un gioiello (merce che commercia). Si offre di comprarla per 500 monete, ma i PG rifiutano. Il mercante se ne va.
Throndir e Gannicus vanno in cerca di un armaiolo per recuperare una spada per il gladiatore, Crystal resta un poco in taverna. Eric aspetta un po’ e poi esce seguendo Tiziano sotto la pioggia.
Quando raggiunge il mercante, gli propone un accordo di vendita della chiave, dicendo che ci ha ripensato e che penserà lui ad occuparsi dell’affare, lasciando perdere i compagni.
Tiziano accorda dopo una trattativa la collaborazione di Eric per aiutarlo ad impossessarsi della chiave. Gli anticipa 225 monete, dicendogli che la notte manderà degli uomini a prendere l’oggetto. Il suo compito sarà di lasciare aperta la porta della loro stanza, dopo averli drogati a cena con un “farmaco della nanna” che gli consegnerà assieme all’anticipo. Se dormono, nessuno si farà male.
Throndir e Gannicus trattano per una spada alla fucina del fabbro Hogan. Gli promettono di fargli avere il Cinghiale Gigante, terrore dei cacciatori della zona (si dice abbia ucciso 4 persone) in cambio di una spada bastarda di ottima qualità. Hogan si fida della loro parola, e temporaneamente presta a Gannicus una bastarda comune.
Crystal esce per un giro, trova di suo interesse la farmacia. Entrando incrocia il mercante Tiziano che si affretta ad uscire. Poco dopo Tiziano consegnerà a Eric il farmaco (olio di tagit, 3 dosi, pericoloso, applicato).
Crystal accorda con il farmacista un compenso equivalente a 50 monete se gli porterà delle erbe del ritorno, che si trovano di notte in prossimità dei luoghi dove si vedono i fuochi fatui.
Tutti tornano in taverna, sono soli e Olaf non si cura di loro. Eric mostra le monete e rivela il piano di Tiziano. I PG si preparano a “riceverlo”, Throndir nella stanza opposta (mandando Eagle fuori a sorvegliare dall’alto), Gannicus e Crystal nella stanza a far finta di dormire.
Eric si finge mezzo ciucco, Olaf chiude la taverna e lo lascia lì, quindi se ne va a letto.
Dopo la mezza Eagle torna “avvisando” che qualcosa sta per accadere.
La porta si apre, entrano quattro mammalucchi (avevano la chiave), vedono Eric ciucco e lo ignorano, poi vanno di sopra dove i PG tendono loro l’imboscata. Throndir prova a colpire ma fallisce, e si trova i nemico addosso (ma evita il suo attacco sfruttando la porta). Gannicus ne impala uno, Crystal dà una bastonata ad un altro finito poi dal gladiatore che gli sfracella la faccia con l’elsa. Throndir finsice con Eagle il suo. L’ultimo scappa di sotto, nel frattempo Olaf si è svegliato per il trambusto ed esce nella stanza di sotto.
Eric trafigge a sorpresa il fuggiasco quando gli passa di fianco (lo credeva ubriaco!), uccidendolo.
Di sopra perquisicono, rimediando qualche monete e coltelli, niente di più. Erano dei balordi da poco.
Olaf va in panico per l’accaduto, ma quando realizza che il cadavere di quello ucciso da Eric è suo figlio (aveva la chiave!) sembra impazzire e fa per buttarsi in strada a chiamare le guardie. Eric lo ferma trapassandolo con il suo stocco.
I PG decidono di dileguarsi nella notte. Fregano una barca con lanterna approfittando del buio e della pioggia e si dirigono verso Codcliff lungo il fiume Lule attraverso le paludi.

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02/12/2013 - Sessione 3

Giorno 9 Marzo 1500 A.I.

codcliff.jpgI PG arrivano a Codcliff nel tardo pomeriggio, dopo aver assicurato sulla riva del Lule la barca, Eric Drawen decide di lasciarli e seguire il suo carattere girovago. Forse tornerà a Stadfloden a “sistemare le cose” con Tiziano (forse…). Gli altri risalgono il pendio verso ovest su cui sorge il villaggio di pescatori.
C’è nebbiolina, e luci al centro del villaggio. E’ subito evidente che sta succedendo qualcosa.
I pescatori sono riuniti a semicerchio davanti a un Imperiale e la sua guardia del corpo, un Mago della scuola Imperiale (come rivelerà poi Crystal, che ricorda come anche la Mente sia stato un tempo parte della Scuola Imperiale prima che si sfaldasse).
Il tizio richiede in malo modo l’aiuto di volontari per cercare un fuorilegge fuggito, tale Hobart, ma nessuno si fa avanti, cosa che fa adirare non poco l’imperiale.
Throndir si fa avanti chiedendo spiegazioni, ergendosi in un certo senso a difensore dei deboli, infastidito dai modi del nobile.
L’Imperiale è il Capitano-Senatore Balbus, accompagnato dal mago Vitula. I due sono naufraghi del Galeone Imperiale Relentless, il cui carico più importante era appunto il prigioniero da consegnare al Principe Jesper del Vaerdthvert.
Throndir cerca di strappare un compenso in cambio dell’aiuto dei PG, ma Balbus sostiene che è loro dovere aiutare l’Impero, e in tutta risposta Vitula tramuta due pescatori in polli.
Balbus minaccia che se non saltano fuori volontari altri seguiranno quel destino. I due si rifugiano quindi nella capanna che hanno espropriato.
I pescatori si raccolgono attorno ai PG implorandoli di ritrasformare i polli e di aiutarli, ma Crystal ammette che non gli è possibile.
I pescatori offrono loro ospitalità nella casa comune.
Il portavoce del villaggio, un pescatore di mezza età di nome Felix, spiega meglio i contorni della vicenda per quel che sa. Gli Imperiali non sono visti di buon occhi, perché assetati di tasse e pretenziosi oltre le possibilità del villaggio, mentre i pescatori anelano solo a continuare la loro vita tranquilla.
La Relentless è stata spiaggiata a ovest di Codcliff dalla tempesta circa 3 giorni prima, ma nessuno dei pescatori ha visto esattamente cos’è accaduto visto il maltempo.
Si sono solo visti arrivare il Capitano-Senatore Balbus, Vitula e un drappello di soldati imperiali, partiti poco dopo risalendo le rive del fiume attraverso le paludi per cercare l’aiuto di un distaccamento delle milizie del principe Principe Jesper del Vaerdthvert. Da Balbus hanno saputo della fuga di Hobart e dei suoi predoni, carico che il Capitano-Senatore stava portando davanti alla corte del Principe in tempo per la la visita dell’Imperatore al solstizio d’estate, in modo che il nobile potesse proclamare un giubileo di nove giorni di banchetti ed esecuzioni in suo onore.
I PG chiedono perché non pensare di sopraffare gli imperiali (sono solo 2), ma a parte Vitula, il punto è che costoro non sono l’unico problema. I pescatori sono molto preoccupati anche dei predoni che hanno di certo trovato rifugio qui attorno.
Felix informa che Balbus ha intimato a chiunque di stare lontano dalla Relentless, ma i pescatori non ci pensano nemmeno ad avvicinarsi, perché quello è il territorio del popolo-piovra. Tuttavia questo fa sospettare che sebbene Hobart sia il tesoro più importante, probabilmente la Relentless trasporta anche un bel gruzzolo recuperato dal tesoro dei bucanieri.
Dopo svariate discussioni notturne, i PG decidono di non discutere oltre con gli Imperiali. Eventualmente useranno il potere del Medaglione una volta recuperato per ritrasformare le vittime di Vitula.

Giorno 10 Marzo 1500 A.I. – mattino

baia_del_popolo_piovra.jpgTempo bigio ma non piove. Sveglia all’alba, uscendo notano che Vitula è guardingo fuori dal capanno degli imperiali. Ignorandolo si dirigono verso la Relentless in cerca di tracce, ma le maree le hanno già cancellate. Throndir stima che il ciclo delle maree potrebbe portare tra alcuni giorni il galeone ad essere invaso dall’acqua (il dislivello è circa 5-6 m).
Throndir fa controllare a Eagle che gli Imperiali non li abbiano seguiti: nessuno in vista.
Crystal si avvicina al limitare dell’acqua ma all’improvviso viene assalita da un orribile essere dalla pelle bluastra vestito con stracci da marinaio che le balza addosso dal sartiame semidistrutto, atterrandola. Gannicus accorre in aiuto e gli salta addosso cercando di placcarlo via, ne risulta una mischia, Throndir passa la gola del mostro a fil di lama, ma questo non perde nemmeno una goccia di sangue e non crepa! Finalmente Crystal fa appello a tutta la sua concentrazione e spara due dardi incantati a bruciapelo che lo trapassano, colpendo però anche Gannicus.
Altri mostri si aggirano sul ponte della nave (come confermato anche da Eagle), e i PG decidono di allontanarsi.
Crystal riconosce questi mostri come lacedon (ghoul marini) ma soprattutto capisce che sono l’equipaggio stesso della Relentless, legato alla protezione del galeone con un giuramento negromantico che li vincola nella vita e nella morte. Il responsabile di tutto ciò non può essere che il proprietario della nave, il Capitano-Senatore Balbus.
I PG si dirigono verso gli isolotti oltre le collinette a scogliera. Qui Throndir trova nell’erba delle tracce di qualcosa di pesante trasportato da esseri tentacolati, tracce che nè la pioggia nè le maree hanno potuto cancellare. La direzione indica il trasporto dalla Relentless agli isolotti.
Gli isolotti sono per lo più sommersi quando c’è l’alta marea, tranne alcuni, i più alti, su cui cresce una timida erbetta.
I PG cercano di esaminare la direzione del trascinamento entrando nella baia degli isolotti. La marea sta salendo e bagna loro le caviglie. Il tempo peggiora e ricomincia a piovere.
Ad un tratto la sabbia sotto Crystal cede, e sotto di lei si apre una voragine. E’ come se fosse una sacca, che porta a buie gallerie sottomarine. La maga si trova in acqua e vede le calotte rosse del popolo piovra emergere dall’oscurità. La circondano, le afferrano le gambe, provano a trascinarla sotto.
Throndir tira con le frecce, e un paio di piovroidi saltano fuori dall’acqua per avvinghiarsi a lui corpo a corpo.
Crystal prova a liberarsi, ma senza successo, l’acqua si sporca di sangue, icore e inchiostro, e la maga arriva quasi ad annegare se non fosse per il provvidenziale intervento di Gannicus che pianta la bastarda nella sabbia e si tuffa infilzando i molluschi con lo stocco come fosse un arpione.
Eliminati i nemici (e ignorando quello appiccicato alla sua spalla), Gannicus soccorre una Crystal ormai stremata portandola in superficie, mentre sotto di loro una nuova ondata di calotte rosse si avvicina. Il piovroide ancora attaccato al gladiatore lo marchia con l’inchiostro, fatto che sembra attirare su di lui tutte le attenzioni dei mostri.
Alla fine i PG riescono ad uscire dalla buca e fuggono mentre decine di piovre escono dietro di loro e li inseguono sulla sabbia camminando sui loro tentacoli.
I mostri desistono quando i PG scappano in direzione Codcliff, più o meno superata la Relentless.

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20/03/2014 - Sessione 4

Giorno 10 Marzo 1500 A.I. – mattina

I PG tornano verso Codcliff, ma sulla via del ritorno quando costeggiano le scogliere a sud della Relentless grazie ad un richiamo di Eagle notano un uomo con un cannocchiale che osserva il villaggio da un’altura. Throndir decide di mandare avanti i compagni come diversivo e arrampicarsi.
Il primo tratto di scogli è fatto di rocce dure e dall’aspetto spugnoso. Ad un tratto con un piede appoggiando male sfonda uno degli scogli che si rivelano per quello che sono, ovvero delle “tane” a guscio per dei grossi crostacei dall’aspetto poco rassicurante che vivono al loro interno. Le creature infastidite mostrano aggressività, ma il pronto allontanamento del ranger fa sì che l’incontro non abbia conseguenze.
Throndir fa per raggiungere i compagni.
Nel frattempo Crystal butta l’occhio sull’individuo che nel frattempo ha spostato il cannocchiale su di lei e Gannicus. Ovviamente nel momento in cui la maga lo fa, questi si rende conto di esser stato visto e si allontana sparendo dalla vista. Throndir fischia comandando ad Eagle di seguirlo, mentre i PG salgono il pendio della collina dal lato orientale.
Arrivati su hanno solo il tempo di notare un sasso di fionda che piglia l’aquila ad un ala infortunandola e costringendola a planare verso il suo padrone. Non potrà volare per un po’.
In tutta risposta Throndir sale sul punto più alto da cui può vedere il tizio di prima che esce dal suo nascondiglio per andare a recuperare la sua “cena” (l’aquila). tende il suo arco e lo tiene sotto tiro, minacciandolo.
Ne segue una sorta di stallo durante il quale Throndir cerca di capire se quell’uomo è Hobart, ma quello s’insospettisce chiedendosi chi sono e se sono in combutta con gli imperiali.
Dopo tante inutili parole, basta una mossa improvvisa dell’individuo per tentare la fuga che Throndir lo trafigge senza pietà. I PG lo perquisicono, sembra uno dei prigionieri naufraghi e non ha nulla con sé ad eccezione del cannocchiale che prende Gannicus.
Crystal da quella posizione privilegiata scorge una strana architettura a ridosso di una collina verso l’entroterra, sembra all’entrata di una caverna.
Throndir constata che ci sono orme che vengono proprio da là, probabile provenienza del bucaniere. Purtroppo però dopo alcuni minuti passati a decidere il da farsi, dall’apertura escono altri quattro uomini (probabilmente alla ricerca del compagno “ritardatario”), che scorti i PG si gettano all’inseguimento. Inizialmente i PG scappano in quanto già provati dall’assalto del popolo piovra, ma poi, scesa la collina, Gannicus decide di fronteggiarli.
Prima che arrivino a corpo a corpo Throndir ne ammazza uno con le frecce, così come Gannicus a sassate. Il gladiatore deve tuttavia avvicinarsi alla spiaggia per trovare la pietra che gli serve, e nonappena lo fa le calotte rosse del popolo piovra affiorano dalle acque pronte a risalire la terraferma, attirate dal marchio di inchiostro.
I nemici arrivano a corpo a corpo, e Throndir riesce ad anticipare quello che si getta su di lui sfoderando per tempo la spada corta (anche se non evita una coltellata di striscio), mentre un tentativo a vuoto di Gannicus favorisce il suo avversario che lo scarta abile e si porta alle sue spalle. L’affondo del coltello del nemico s’infrange fortunatamente sulla resistente armatura del gladiatore, il quale si volta veloce con un fendente di spada bastarda che gli apre le viscere lordandolo di sangue. Visto che nel frattempo il popolo piovra sta arrivando sulla spiaggia, i PG decidono di non tergiversare oltre e tornare al villaggio.
S’è fatto mezzodì e Vitula è sempre fuori dalla capanna degli imperiali, guardingo. Nella casa comune a nessuno sfugge come i PG sono pieni di sangue/inchiostro, particolare che di certo non è sfuggito neppure al mago.
Da Felix apprendono che la strana architettura altro non è che un’antica miniera nanica abbandonata, in cui i PG pensano si siano rifugiati i naufraghi. Scroccano un pasto a bvase di teste di pesce.

Giorno 10 Marzo 1500 A.I. – pomeriggio

Pronti a ripartire per la miniera, vengono avvicinati e portati in disparte da un giovane, figlio di uno dei pescatori trasformati in pollo, il quale chiede loro di ammazzare gli imperiali, sono gli unici in grado di farlo. Promette loro tutti i soldi che ha, e anche la casa se vogliono, l’unica cosa che gli importa è salvare suo padre e ridare pace al villaggio.
Throndir lo convince a desistere dal suo intento e anzi lasciar fare a loro, in massimo un paio di giorni sistemeranno le cose.
abandoned_dwarven_mine.jpgI PG si dirigono alla miniera, ma finiscono incautamente in un’imboscata dei pirati che li attendono proprio all’ingresso. Throndir e Crystal vengono feriti da una rudimentale trappola a legni appuntiti (roba da Rambo…), poi i pirati, capitanati da un energumeno dalla barba nera e ispida che li esorta a scannare gli intrusi come maiali, si gettano all’attacco. Il combattimento non è semplice, e nonostante Crystal riesca a friggerne un paio con i suoi dardi incantati, e Throndir riesca poi ad indietreggiare coperto da Gannicus e freddarne un altro con le sue frecce prima di concentrarsi sul capo, il gladiatore dopo aver staccato un braccio ad uno dei bucanieri viene circondato dai restanti che lo accoltellano da tutti i lati.
Il capo sopravanza fino a Throndir, che riesce a ferire con una coltellata prima che l’elfo lo freddi con una freccia in mezzo alla fronte.
Throndir ferma le danze intimando ai pirati restanti di arrendersi, il loro capo è morto. Loro tendono sotto scacco Gannicus con i loro coltellacci ed esigono di portarsi dietro il gladiatore come ostaggio per coprirsi la fuga.
Gannicus approfitta della distrazione per una capriola all’indietro (sebbene sia costretto ad abbandonare la spada bastarda), portandosi a portata di Crystal che lo cura con un incantesimo di cura ferite leggere. Usare la magia qui dentro provoca a Crystal grande fatica e difficoltà di concentrazione.
A quel punto Throndir passa da parte a parte il pirata dal braccio amputato, mentre Gannicus ancora inginocchiato con un vero colpo basso da combattente dell’arena sfracella – letteralmente – i testicoli dei due che lo assalgono mettendoli fuori combattimento, e uccidendo poi il terzo con lo stocco. Infine giustizia i due a cui aveva smaciullato le palle.
Crystal prova a usare ancora il cura ferite leggere, ma accade qualcosa di strano. Complice l’estrema fatica di usare la magia qui dentro, anzichè energia positiva guaritrice, evoca energia negativa che s’infonde nei cadaveri tramutandoli in zombi! Throndir tira immediatamente su uno di essi, ma subito nota la scarsa efficacia del suo colpo. I PG decidono di darsela a gambe, ma prima Gannicus vuole decapitare il capo per portare la sua testa come prova dell’uccisione. Lo fa rapidamente e fa per andarsene, ma una mano del corpo senza testa gli blocca la caviglia. Lui gli stacca pure il braccio, ma la testa si anima e lo morde restando attaccata all’avambraccio del gladiatore. Prima di staccarla decide di allontanarsi come i compagni.
Scesi dalla collina la testa pare essere tornata inanimata e a parte il rigor mortis Gannicus non fatica a togliere i suoi denti dal suo braccio. In compenso Crystal teme che sulla miniera gravi una potente maledizione, altrimenti ciò che è accaduto non sarebbe stato possibile. Una maledizione che, dopo le ferite subite da Gannicus tramite il morso del capo-pirata-zombizzato, potrebbe colpire anche il gladiatore.

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26/03/2014 - Sessione 5

Giorno 10 Marzo 1500 A.I. – pomeriggio

Di ritorno verso il villaggio con la testa del capo pirata, i PG scorgono ai piedi del pendio un uomo stremato riverso prono a terra. Quando Throndir lo rigira non crede ai suoi occhi: è Jack, un famoso “ladro” sua vecchia conoscenza. Lentamente Jack si riprende, ed anche Crystal pian piano ricorda qualcosa di costui, se ne è parlato a fondo negli ambiti del Circolo dell’Ermellino. Pare che costui abbia rubato qualcosa nientepopodimeno che all’Imperatore. Qualcosa di importante tanto che nessuno sa nemmeno “cosa” ha rubato (l’Imperatore l’ha tenuto segreto).
Jack racconta che si trovava sulla Relentless, catturato assieme ai pirati anche se non ha nulla a che fare con loro, anzi, dopo la fuga era stato fatto prigioniero dai bucanieri. Poi, quando i PG hanno cominciato a farli secchi, ha approfittato per fuggire da un’entrata secondaria alle miniere naniche, ma la stanchezza era troppa.
Quando Jack vede la testa del capo, comunica agli altri che non si tratta di Hobart, ma di Pretty Pete, il suo secondo. In effetti, dopo il naufragio in cui ricorda perfettamente che Hobart si era salvato, non l’ha più visto tra i pirati.
Nonostante alcune perplessità, Jack può essere una risorsa, ma di certo i PG non possono portarlo a Codcliff di giorno, visto che era prigioniero del Capitano-Senatore.
Si accordano perché Jack aspetti il calar della notte.
testa-pretty-pete.jpgTornati a Codcliff sotto lo sguardo vigile di Vitula, consegnano la testa di Pretty Pete agli imperiali dicendo di aver sterminato i pirati che si rifugiavano nella vecchia miniera abbandonata. Throndir chiede che ora mantengano la parola data e ritrasformino i polli in pescatori, del resto loro hanno sgominato i bucanieri. Il Capitano-Senatore rifiuta, Hobart non era tra loro. Throndir insiste che è probabilmente morto, ma Balbus se ne frega. Gli imperiali mandano via in malo modo gli avventurieri.
I PG riposano e arriva la notte.

Giorno 10 Marzo 1500 A.I. – notte

Jack s’infiltra nell’abitazione comune sotto gli occhi di Vitula, comportandosi come un qualunque pescatore ammantato che avvicinatosi alla porta la apre con una chiave, mentre in realtà la scassina. Il suo comportamento sembra insospettire il mago, che fa per controllare, ma Jack lo precede, entra e chiude la porta senza voltarsi.
I PG hanno bisogno di riposo e si curano con la magia. Throndir, sempre più legato alla fede di Myara, usa un Cura Ferite su Gannicus. Purtroppo in quel momento realizzano che la maledizione scatenata nella miniera ha colpito duro, e i PF originali di Gannicus scendono temporaneamente di 2, sintomo che certe ferite non sembrano essere guaribili.
Gannicus accusa ingiustamente la magia di Crystal e Throndir per questo, e minaccia l’elfo.

Giorno 11 Marzo 1500 A.I. – notte fonda

Il sonno dei PG è interrotto da colpi di bastone sul pavimento. Si svegliano, attorno a loro nessun altro li ha sentiti, i pescatori dormono. Vitula è in piedi davanti a loro e li illumina con una flebile luce bluastra emessa dal suo bastone.
Il mago vaneggia bramoso per sapere cosa c’è nella miniera abbandonata. E’ certo della maledizione che gravava sulla testa del pirata e vuole sapere di più sulla magia negromantica che si è risvegliata.
Poi all’improvviso però si ode un urlo strozzato. Il mago Vitula si precipita fuori solo per constatare che il Capitano-Senatore è stato gravemente accoltellato al collo. perse molto sangue. Solo l’intervento guaritore di Crystal potrebbe salvarlo.
Messa davanti ad un ardua scelta, Crystal supportata da Throndir cura Balbus.
Vitula lo riporta nel capanno, ma i pescatori non l’0hanno presa bene, gli animi si scaldano e vola qualche pietra verso i PG che hanno aiutato gli Imperiali.
Ne nasce una discussione che si placa solo quando Throndir riesce a convincere temporaneamente Felix che la morte di Balbus avrebbe solo portato nuovi problemi all’arrivo del contingente di rinforzo. Throndir e Crystal provano anche a far leva su Vitula col fatto che l’hanno aiutato per ritrasformare i polli in uomini, ma il mago ribatte che era loro dovere aiutare un Capitano-Senatore e che comunque lui prende ordini da Balbus e non farà nulla di diverso da ciò che gli è stato ordinato.
Esaminando la finestra da cui il presunto omicida è entrato nel capanno di Balbus c’è un evidente segno di effrazione. I PG sospettano che potrebbe esser stato Hobart stesso a tentare l’assassinio.
A questo punto i PG aspettano l’alba, ma vista la situazione che si è venuta a creare (fortunatamente Jack non sembra essere stato notato da Vitula) suggeriscono a Jack di andarsene fin che è notte e reincontrarsi fuori dal villaggio all’alba per andare alle miniere.

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09/04/2014 - Sessione 6

Giorno 11 Marzo 1500 A.I. – mattina

Risvegliatisi all’alba per partire, Throndir e Crystal si scontrano con l’ostruzionismo di Gannicus, che ritiene di non voler ancora partire perchè il “sole non è abbastanza alto”.
Ad ogni modo la nebbia è fitta e il cielo del mattino cupo.
Questo ritardo nella partenza tuttavia mette i tre nella condizione di vedere cosa accade. Balbus ferito e infuriato, minaccia i pescatori per bocca di Vitula. Egli ha visto nel buio la sagoma del suo aggressore, un giovane esile e alto. Se non salterà fuori il colpevole, egli farà impiccare tutti coloro che assomigliano al sospettato.
A nulla servono le proteste di Throndir, anche se quando fa notare che un sempliciotto non avrebbe potuto eludere la sorveglianza di Vitula, Balbus fa trasparire il suo disappunto. E’ evidente che il Capitano-Senatore non si capacita di questo fatto, non sapendo che il mago è stato colto di sorpresa perché impegnato in una conversazione proprio con i PG.
I due Imperiali si ritirano nel capanno.
La minaccia di Balbus scatena una guerra fratricida tra i pescatori, con accuse e sospetti reciproci. Throndir avvicina il figlio del pescatore trasformato in pollo per chiedergli se è per caso stato lui (visto che gli aveva chiesto di uccidere gli Imperiali), il ragazzo nega ma Felix capta la conversazione.
Il pescatore adirato chiede cosa sa Throndir cosa ha fatto il ragazzo, la situazione sfugge al controllo, i pescatori accusano il giovane e partono degli spintoni. L’elfo reagisce con uno sganassone al pescatore che ha spinto il ragazzo a terra.
Throndir cerca di riportare la calma, poi qualcuno fa notare che i PG presenti sono 3 e non 4 come la notte prima. Throndir, Crystal e Gannicus negano che il quarto (Jack) fosse una loro conoscenza. Pensavano fosse uno dei pescatori. I pescatori pensavano che fosse un amico degli avventurieri. Grazie a questo equivoco la situazione si calma, dato che a questo punto tutti sospettano che il misterioso “uomo di troppo” sia l’aggressore di Balbus.
Approfittando della relativa calma, i PG si allontanano dal villaggio per andare all’incontro con Jack.

Incontrato il ladro e arrivati alle miniere dalla seconda entrata, il gruppo segue il binario centrale e raggiunge la sala centrale dove i pirati avevano stabilito il loro campo.
DUN_MinieraAbbandonataCodcliff_1.jpg
Nel salone spicca una gru montacarichi (3) per scendere nelle profondità della miniera, ancora funzionante. A detta di Jack nessuno dei pirati si era avventurato la sotto. I bucanieri si erano limitati a fare delle stanze sopra il mezzanino (5) (una volta utilizzate dal personale nanico di miniera) le loro “cuccette”.
L’enorme salone sembra essere dedicato, secondo quanto spiegato da Crystal, ad un antico dio del ferro, di cui c’è un altare pagano, stilizzato e pieno di iscrizioni runiche in lingua nanica, su uno dei lati della sala. Il dio del ferro è stilizzato con una grande sagoma metallica che ricorda fattezze umanoidi. Crystal ricorda che sebbene i nani venerino i Santi e aderiscano alla Chiesa come tutti gli altri popoli, sopravvivono tra loro culti pagani e superstizioni, come ad esempio questa del dio del ferro.
Throndir e Crystal decidono di scendere per esplorare le profondità della miniera e capire l’origine del male negromantico, ma Gannicus rifiuta. Anche Jack non se la sente, qui dentro se l’è già vista brutta, resterà qui a fare il palo e ad azionare il meccanismo della gru.
I due scendono dopo aver evocato una luce magica a testa. Dopo un primo pozzo di 15 m arrivano ad un piano e percorrono una caverna a metà della quale c’è un arcata di pietra lavorata con nuove iscrizioni naniche semi-cancellate. Proseguono fino ad arrivare ad un secondo montacarichi che si spinge in un pozzo ancora più profondo. L’argano per manovrarlo è sull’elevatore stesso, per cui non c’è bisogno dell’aiuto di nessuno.
Crystal e Throndir scendono, fermandosi al livello del primo cunicolo che scorgono (dopo almeno altri 40 metri). Il pozzo prosegue ancora, ma frenano l’argano del montacarichi e si apprestano ad esplorare il tunnel.
Dopo una decina di metri il cunicolo si divide in due, e la deviazione di destra presenta una scalinata di roccia naturale che sale dolcemente. Throndir grazie al suo udito elfico sente uno scricchiolio da dietro. Tornati a controllare, i PG notano che il freno del montacarichi è allentato. Crystal lo reincastra per bene e riprendono l’esplorazione. Ma ecco che al bivio il rumore si presenta di nuovo. Tornati al montacarichi il freno è quasi del tutto allentato. Crystal teme che qualcosa si nasconda nel buio o che sia la maledizione, era certa di averlo fissato bene. tuttavia, forse non essendo proprio nuovo…
Throndir tira fuori dallo zaino un chiodo da rocciatore e lo infila nella ruota del meccanismo, poi lo lega ben bene con una corda. Così saranno tranquilli.
Riprendono l’esplorazione, Throndir apripista. Al bivio ancora un rumore udito da entrambi. Crystal intuendo che venisse dal montacarichi si precipita indietro, ma l’udito fine dell’elfo non lo inganna veniva da davanti.
Throndir aumenta l’intensità della sua luce e ciò che vede lo fa rabbrividire. Un gruppo di nani dagli occhi vitrei avanzano lenti e silenziosi emergendo dall’oscurità. I loro corpi gonfi e pallidi sono ricoperti da bande e strisce di metallo conficcate nella carne, come se volessero imitare l’icona del dio del ferro.
Throndir indietreggia veloce, urlando a Crystal di liberare l’argano. crystal fa più in fretta possibili, Throndir tiene a bada l’avanzata con l’arco. Una delle sue frecce abbatte uno dei nemici.
Poi veloci risalgono con l’elevatore.

Tornati su raccontano ai compagni cosa hanno visto. Crystal non si capacità di come un solo suo incantesimo abbia potuto risvegliare una simile maledizione su questo luogo, è evidente che c’è qualcos’altro all’opera, di molto più “grande”.
Throndir insiste per tornare di sotto e scoprire cosa sta accadendo, ma hanno bisogno della forza di Gannicus. Solo dopo diversi tentativi convincono il gladiatore a scendere.
Ripercorso tutto il tragitto e arrivati al bivio salgono la scala fino ad arrivare ad una sala dove lungo le pareti sono posizionati tanti piccoli idoli di ferro. Poi d’un tratto le luci magiche si affievoliscono. Sembra che il luogo si stia nutrendo di magia. Gannicus, che aveva acceso una torcia normale, ha la fonte di luce più intensa.
Man mano che il buio avanza, al suo limitare si scorgono i mostruosi nani. La loro velocità è quella del buio e in men che non si dica sono su Throndir che si difende come può con la spada corta.
I nani sfilano dalla loro carne pezzi di ferro da usare come armi, che brillano incandescenti nel buio come appena usciti dalla forgia. Come possono vivere con pezzi di metallo rovente conficcati nel corpo?
Uno dei mostri azzoppa Throndir infilzandolo con il ferro rovente alla gamba. Throndir cade e i mostro sono su di lui. Crystal ne tiene a bada alcuni uccidendoli con i suoi dardi serpeggianti, ma presto anche la loro magia sembra assorbita da questo posto terribile.
Nel frattempo dei tuoni sconquassano la miniera. Sembra che vengano da fuori, ma rimbomano nei cunicoli.
Gannicus si lancia con un calcio volante sugli avversari di Throndir riuscendo a far sì che l’elfo abbia il tempo di eluderli. Ne falcia alcuni, che muoiono. I cadaveri si dissolvono come cenere lasciando sul terreno solo le bande di ferro.
I nani continuano ad arrivare, e Gannicus per capire da dove arrivano fa scivolare avanti la torcia.
Dalla penombra al limitare della luce, scorge un’enorme figura, una sagoma che ricorda il dio del ferro che semza emettere rumore martella, forgia, incastra metallo rovente nella carne dei suoi piccoli servi, che poi posa a terra e avanzano nell’oscurità verso i PG.
Constatato che continuano ad arrivare e il pericolo è grande, i PG se la danno a gambe. Tornati al montacarichi risalgono.

Ormai per Crystal è evidente che la sua magia da sola non può aver risvegliato casualmente tutto ciò. Nel frattempo fuori sembra essersi scatenato il finimondo, tuoni, fulmini pioggia.
I PG decidono di uscire dalla miniera e tornare al villaggio, ma all’uscita rimangono a bocca aperta.
128labyrinth.jpgUn gigantesco maelstrom di nubi si è concentrato nel cielo scatenando la tempesta e nel suo occhio converge un raggio di luce verde che si origina da uno degli isolotti emergenti a ovest della Relentless. La marea si è alzata, e Gannicus col cannocchiale vede che un enorme numero di piovroidi dalle calotte rosse di sta radunando lì attorno.
Ecco l’origine magica di cui sospettava Crystal, il qualcosa di “grosso”. Ma cosa sta accadendo laggiù?
I PG fanno ritorno a Codcliff. E’ ormai mezzodì. Visto che Jack che non può tornare al villaggio senza essere riconosciuto, Crystal lo rende invisibile con un incantesimo.

Giorno 11 Marzo 1500 A.I. – pomeriggio

Vitula osserva come incantato la tempesta. Dietro di lui alcuni soldati imperiali stanno montando dei pali. E’ arrivato il contingente di rinforzo, composto da almeno una dozzina di uomini!
Balbus è talmente impegnato nel preparare la sua vendetta che sembra ignorare completamente l’imponente fenomeno che accade alle isole.
I PG cercano di convincere lui (e Vitula, che però non si espone) a dar loro degli uomini per scoprire l’origine del male nelle miniere, facendo leva sul fatto che se i pirati erano lì Hobart dev’essere la sotto (anche se sanno che ciò è falso, visto che come diceva Jack, Hobart non è mai stato con i suoi uomini dopo il naufragio).
Balbus non crede loro. Ora ha i suoi uomini e deciderà lui cosa fare. Non ha più bisogno dei PG. Intanto, stasera si godrà lo spettacolo di qualche sospetto impiccato.

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23/04/2014 - Sessione 7

Giorno 11 Marzo 1500 A.I. – pomeriggio

I PG si rintanano momentaneamente nel capanno principale, aprofittando del fatto che è deserto dal momento che tutti sono fuori a vedere ciò che accade.
Throndir avverte un peggioramente delle ferite e delle ustioni subite nella miniera, che lo incapacitano.
Si apre un’accesa discussione sul da farsi, ma alla fine è evidente che per come si sono messe le cose le possibilità sono poche: andare a vedere cosa sta accadendo nelle isole degli uomini-piovra, dove pare esserci l’origine degli eventi, lasciando però i pescatori al loro destino con gli imperiali, oppure intervenire in loro difesa.
All’inizio Crystal prova a proporre un intervento soft (tipo sabotare le corde per le impiccagioni) per evitare di esporsi contro gli imperiali, considerato anche che Vitula è l’avversario più temibile, ma Gannicus fa notare che Balbus non si fermerà con dei diversivi, e se non li impicca li passerà a fil di spada.
E’ ovvio che nel momento in cui decideranno di combattere gli imperiali, dovrà essere uno scontro aperto e non dovranno esserci superstiti a testimoniare ciò che è successo.
Ovviamente la morte degli imperiali farebbe parecchio comodo a Jack…
Jack chiede a Crystal se non è in grado con la magia di fare qualcosa, se non ha un incantesimo che possa mettere fuori combattimento i nemici.
Inizialmente Crystal lo esclude, ma alla fine riflettendoci pensa di poter eseguire un rituale attingendo dall’enorme fenomeno magico che si sta verificando là fuori, utilizzandolo come una fonte di potere.
Il timore della maga è però di non riuscire a controllare perfettamente l’energia magica, con la probabilità che l’effetto risulti inaffidabile o sminuito. I più forti tra i nemici, Vitula in primis, potrebbero non esserne influenzati.
Jack completa il piano. E’ invisibile e ucciderà Vitula di soppiatto cogliendolo alle spalle, dopodiché Crystal avvierà il rituale e si occuperanno degli altri.
Il ladro esce e si avvicina con passo felpato al mago nemico. Avvelena con le Lacrime di Serpente la lama del suo stocco, sta per coglierlo alle spalle e sgozzarlo, ma Vitula percepisce qualcosa. Allarmato si gira di scatto, ma l’invisibilità protegge il ladro dandogli il tempo di affondare un colpo tra lo sterno la scapola.
VItula sanguina, la ferita è profonda ma non letale. Jack ricompare.
Il mago lancia l’allarme, Jack prova a colpire di nuovo, ma Vitula scivola indietro levitando, lasciando davanti a se delle ombre indistinte della sua sagoma. Con un incantesimo guarisce la ferita, ma nello stesso istante Crystal parte con il rituale. Usando il bastone attinge alla fonte di potere, globi di vapori verdi si diramano dal bastone verso i nemici che vengono colti da violente convulsioni, vomitano sangue e bava. Tutti gli imperiali si rotolano a terra tra dolori indicibili. Balbus accusa il colpo ma è il più lucido e indietreggia oltre i pali dei patiboli. Crystal incita i pescatori a colpire ora. Dopo un attimo di convusione gli abitanti di Codcliff afferrano remi e coltelli e iniziano a tagliare gole e spaccare teste a bastonate.
Il globo verso Vitula viene deflesso da uno scudo magico eretto dal mago.
Jack gli si getta contro, ma il suo colpo viene parzialmente deviato dallo scudo e Vitula lo respinge con una colpo di energia cinetica che lo fa cadere indietro. Gannicus che nel frattempo ha deciso di caricare il mago, supera Jack e si getta in placcaggio su Vitula, ma il mago riesce a colpirlo in pieno preventivamente con una lancia di magia cinetica e sbatterlo a 6 metri di distanza.
Crystal supera i pescatori intenti a massacrare le guardie con l’intento di prendere Balbus, che indietreggi invocando l’aiuto della sua guardia del corpo.
Libero dagli aggressori, Vitula si erge in volo superando tutti e frapponendosi tra Crystal e il Capitano-Senatore.
Il mago evoca dal suo bastone delle sfere di fluido giallo-verde. Crystal batte in ritirata per evitarle, vorrebbe ripararsi dietro il capanno degli imperiali ma non ne ha il tempo. L’unica cosa che può fare è lanciarsi nel gruppo dei pescatori, e finisce per usare come scudo umano un poveretto, che colpito dalle sfere acide di Vitula si scioglie come burro tra atroci sofferenze.
Gannicus e Jack nel frattempo tornano all’attacco. Jack aggira il capanno degli imperiali per uscire dalla vista dei nemici. Gannicus è più diretto. Con una corsa e una spinta poderose riesce a gettarsi sia su Vitula che Balbus e ad atterrali entrambi sotto il suo peso.
Poi sfodera un coltello (preso prima dal capanno pescatori) e lo conficca nel petto al mago.
Balbus riesce in qualche maniera a levarsi di torno gli altri due ribaltandoli, un istante prima che Jack arrivi come una furia piantando lo stocco nella schiena del mago.
Gannicus riafferra il coltello e lo ripianta nel mago provocando un’altra brutta ferita, ma poi Vitula lo spinge via con la magia cinetica. Gannicus si rialza, ma Vitula, anche se ferito in modo serio, si solleva prima grazie alla magia del volo.
Nel frattempo i pescatori hanno praticamente ammazzato tutta la guarnigione di imperiali.
Jack infilza più volte Balbus, il Capitano-Senatore tenta di reagire ma è troppo stordito dal dolore e dalle convulsioni, tanto che non si accorge di tenere la spada di piatto. Lo stocco e il veleno del ladro gli perforano lo stomaco passando tra le giunture dell’armatura. Balbus è quasi spacciato, afferra col guanto d’arme la lama di Jack, che il ladro tenta di rigirare nella ferita.
Nel frattempo Vitula ricarica il bastone pronto a finire Gannicus con l’acido. Crystal interviene per proteggerlo, ma per farlo deve deviare l’energia della fonte di potere attraverso un nuovo rituale. Lo fa, ma oltre ad annullare l’effetto convulsioni, la magia agisce sulle ferite maledette riportate da Throndir e Gannicus che si aprono sanguinando pus (sia l’elfo che il gladiatore perdono 6 pf originali).
Così facendo Crystal erge uno scudo di energia viola che intercetta le sfere d’acido di Vitula e protegge Gannicus, che in tutta risposta sventola la spada bastarda sulle ginocchia del mago in volo mezza altezza. Il colpo vibrato con violenza eccezionale amputa letteralmente le gambe di Vitula, che incredulo precipita a terra per il dolore. Gannicus non gli lascia scampo passandogli il cuore da parte a parte.
Balbus implora Jack di risparmiarlo, gli farà avere ciò che vuole, la libertà. Lui era il vero tesoro della Relentless per il Capitano-Senatore. Jack risponde che ha già la libertà. Le forze del Capitano-Senatore stanno venendo meno, Jack sfila lo stocco e lo pianta nella gola del nemico uccidendolo.
I pescatori, confusi e spaventati da quanto accaduto, presto però realizzano la loro salvezza. Con la morte di Vitula i pescatori-polli tornano normali. Felix capisce che d’ora in poi nulla sarà come prima, e se ne dovranno andare prima che tornino altri imperiali, ma almeno sono salvi.

I PG osservano con il cannocchiare il fascio di luce verde. Sulla sommità dell’isolotto da cui parte, sembra che ci sia un umanoide che balla, esulta, adora la colonna di luce. Ad una miglior osservazione Gannicus nota che la luce sta trascinando in cielo centinaia di uomini piovra (che infatti sono diminuiti di numero attorno all’isola). La Relentless invece è stata trascinata al largo dalla furia degli elementi e dal mare grosso.
Nonostante le molte perplessità di Gannicus ed in parte anche di Crystal (a corto di incantesimi), i PG decidono di andare almeno a dare un’occhiata all’isolotto. Convincono, facendo leva sull’aiuto fornito, Felix e il figlio del primo pescatore-pollo ad accompagnarli (per eventualmente raggiungere l’isola con una barca).
Giunti sul luogo confermano ciò che avevano visto dalla ditanza, ma non si fidano a raggiungere l’isola con queste condizioni. Tornano al villaggio, inoltre sembra che i fenomeni atmosferici stiano scemando.
Nel giro di alcune ore la tempesta si placa, la colonna di luce verde svanisce, e un timido sole del tramonto si affaccia tra le nubi.
Parte della maledizione di Throndir e Gannicus svanisce (recuperano metà dei pf originali persi).
I PG decidono di riposare e aspettare la bassa marea del mattino per esplorare l’isolotto.

Giorno 12 Marzo 1500 A.I. – mattino

Il sole non è abbastanza alto per Gannicus che rimane con Throndir nel capanno, mentre Crystal e Jack raggiungono l’isolotto dalla spiaggia. Con la bassa marea vedono una caverna ora accessibile che vi entra, e riverso davanti ad essa il corpo nudo di un halfling, che all’ispezione di Crystal risulta morto per affogamento. Chi fosse costui è un mistero, Jack non l’aveva mai visto sulla nave.
DUN_TempioUominiPiovra.jpgJack perlustra l’entrata per escludere che ci siano trappole, quindi entrano e percorrono il cunicolo fino ad un grande antro che riempie per buona parte l’interno dell’isolotto. Dal soffitto scendono dei lunghi filamenti e sulla volta al centro c’è un foro, quello da cui usciva con molta probabilità il fascio di luce verde.
Un altra caverna prosegue dal lato opposto dell’antro portando ad una seconda camera, questa lavorata e levigata perfettamente con materiali maderperlacei, sorretta da colonne e con le pareti colme di geroglifici sconosciuti, alieni.
Ma la cosa più impressionante è l’albero maestro della Relentless, incastrato a media altezza nella camera come una trave orizzontale, al quale sono appesi a testa in giù con delle corde legate ai piedi Hobart e alcuni bucanieri, morti affogati. Sembra che qualcuni li abbia portati e imprigionati qui, e poi la marea abbia fatto il resto.

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28/04/2014 - Sessione 8

Giorno 12 Marzo 1500 A.I. – mattina

Crystal fa appello a tutte le sue conoscenze per capire cosa è accaduto nella sala rituale in cui si trovano. Dal poco che associa ai geroglifici sembra che il popolo piovra (o qualcuno di “intelligente” per loro conto) abbia organizzato il sacrificio per annegamento di Hobart e dei pirati – quindi evocando appositamente la tempesta che ha affondato la Relentless – per evocare la migrazione magica verso un altro Piano di esistenza (il piano dell’acqua?). Inoltre pare che gli eventi accaduti qui e nella miniera non siano direttamente collegati, ma solo frutto di una “risonanza magica” originata dalla potente evocazione.

Nel frattempo al villaggio Throndir si cura, quindi chiede a Felix e ai pescatori ora di rivelare chi ha provato ad assassinare Balbus l’altra notte, nel timore che qualcuno di pericoloso sia ancora a “piede libero”. Nessuno confessa. Anzi Felix fa presente come il “quarto uomo” sia stato visto combattere con loro durante la lotta con gli imperiali. Chi era? Come possono fidarsi? Felix capisce che i PG li hanno aiutati nel salvarsi dagli imperiali, ma non tutto è roseo. Dovranno andarsene perchè la morte di un Capitano-Senatore non passerà inosservata, e i rapporti tra loro dopo che molti hanno rischiato l’impiccagione da innocenti a causa della codardia di altri non saranno mai più gli stessi. Le loro vite non saranno mai più le stesse.
Gannicus e Throndir saccheggiano i cadaveri che i pescatori stanno ficcando in fosse comuni (anche se i denari e i preziosi sono già spariti). Throndir tiene da parte il bastone di Vitula per Crystal.

Quando Jack e Crystal tornano, la maga esamina il bastone e lo riconosce immediatamente grazie alle sue rune giallo-verdi incise sull’estremità nodosa. E’ il Bastone dell’Alchimista, un potente oggetto tramandato di capo in capo della Loggia degli Alchimisti. Infatti è in grado di evocare sfere di acido, oltre probabilmente ad avere altri poteri utilizzabili da chi ha la conoscenza dell’alchimia. Perchè ne era in possesso Vitula? Era forse a capo di tale Loggia? O l’aveva sottratto a sua volta al legittimo proprietario?

I PG decidono di partire alla volta del Palazzo di Padre Corvo. Decidono di attraversare le forste degli elfi del nord, madre patria di Throndir, e fare tappa a Salabas, la sua città di origine, per rifornimenti.

Giorno 14 Marzo 1500 A.I. – tardo pomeriggio

Non è facile orientarsi nelle foreste, e mentre Throndir è a caccia Jack sbaglia qualcosa. I PG vengono intercettati da misteriosi individui che si nascondono tra gli alberi. Non gradiscono gli stranieri nel loro territorio e li invitano ad andarsene dopo averli minacciati scagliando una freccia dalle piume nere sul terreno. Gannicus li indispettisce parzialmente, tanto da rimediare un’altra freccia a terra e la minaccia che sarà morto prima di vedere la terza.
Scusandosi per l’invasione i PG cambiano direzione di marcia, obbligando Throndir a cercarli. L’elfo arriva nel punto dove i compagni hanno incontrato i Guardiani di Frontiera. Nota le frecce, intuisce che gli elfi sono ancora lì e li invita a mostrarsi in lingua elfica. Con somma sorpresa di entrambi, si trova davanti Dambrath, amico di vecchia data ed esperto esploratore, che in passato gli aveva insegnato parecchie cose sui pericoli della montagna.
Dambrath si chiarisce con Throndir riguardo ai compagni e gli accorda il permesso di portarli a Salabas, dove potranno rifocillarsi prima di ripartire.
Throndir ritrova gli altri con l’aiuto di Eagle e li conduce alla città elfica.

Giorno 14 Marzo 1500 A.I. – sera

Dopo essersi riforniti, Throndir chiede a Dambrath qualcosa in più sul Palazzo di Ghiaccio. Dambrath non ne sa un granchè, ma di certo la saggia Asavel, una vecchia elfa millenaria ormai cieca che Throndir conosce bene, li potrà aiutare.
Asavel sconsiglia di intraprendere la missione. Da lei apprendono che nessuno ha mai ottenuto il potere del Medaglione della Trasmutazione che Padre Corvo custodisce, in tutte le apparizione del suo palazzo. Infatti il palazzo non è sempre presente e non sempre nello stesso luogo. Compare solo per un inverno una volta ogni cento o forse più anni (e questo Crystal non lo sapeva!). E l’inverno è ormai agli sgoccioli. Padre Corvo e il Medaglione stesso sono entità avvolte nella leggenda, nessuno sa quanto ci sia di vero in ciò che i miti descrivono.
I PG non vogliono demordere, ma il tempo stringe e un ulteriore ostacolo si intromette. Asavel spiega come nel corso dei secoli ha visto la civiltà decadere. L’Impero sta andando a pezzi, la civiltà arretra, lasciando spazio alle mostruosità e alla barbarie. Lo stesso territorio degli elfi del nord è minacciato.
In particolare i confini del regno in prossimità del Passo di Yolvan arretrano, dopo che le profondità della terra hanno vomitato la Vedova e la sua gente, i drider. Elfi che un tempo se ne andarono dalle foreste per unirsi ai ragni del sottosuolo, diventando mostruose aberrazioni.
La scelta è arrivare in 2 giorni al Palazzo di Padre Corvo attraversando il passo di Yolvan oppure perderne 4 aggirando le montagne attraverso la valle più a sud ed evitare il passo.
Gannicus propenderebbe per la seconda opzione, ma tutti i compagni votano per non perdere tempo prezioso.
I PG passano la notte a casa dei genitori di Throndir, ben felici di avere a casa il proprio figlio nonostante le “brutte frequentazioni”.

Giorno 15 Marzo 1500 A.I. – mattina

I PG partono alla volta del passo di Yolvan. Throndir riesce a strappare l’aiuto di Dambrath: i Guardiani di Frontiera copriranno il loro cammino fino al limitare dei confini del regno.
Questa volta Throndir fa da scout, e Crystal da apripista, mentre Jack termina il proprio compito di furiere con un 6-…

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22/05/2014 - Sessione 9

Giorno 15 Marzo 1500 A.I. – mattina

I PG risalgono i sentieri che portano al passo, la vegetazione di conifere lascia il posto alla roccia e ai residui di neve. Arrivati in prossimità del passo di Yolvan, la gola si apra sulla conca generata dalle frane che scavalla la montagna. Qui grazie all’esplorazione di Jack i PG notano che nascosti sul frangente destro ci sono diversi ragni mimetizzati tra le rocce. La strada principale invece è costellata di buche ricoperte con ragnatele e mascherate, vere e proprie trappole per incauti viaggiatori.
Invece sul costone destro delle montagne si estende la rovina del castello di Yolvan, un grande avamposto che un tempo torreggiava sul passo.
I PG, con Jack e Eagle in avanscoperta decidono di evitare i pericoli certi e cercare di oltrepassare il passo passando attraverso le rovine.
Arrivati ai bastioni Jack nota sotto l’arcata d’ingresso che dà sul grande cortile interno una botola quadrata da cui scorge una zampa ragnosa che si ritira: è evidente che un drider o un ragno è in agguato. Jack decide di scalare il torrione dell’esterno fino ad una finestra per cogliere di sorpresa il nemico. Mentre lo fa, Throndir avanza fin quasi sotto la botola, con le spalle alla grossa grata di metallo che una volta faceva da saracinesca ora parzialmente sganciata dai suoi supporti ed adagiata alla parete. Quando ha luce a sufficenza, scaglia una freccia nel foro quadrato (ma senza colpire nessuno).
drider_by_mateslaurentiu-d6lswok.jpgIn quel preciso istante Jack riesce a vedere l’interno della stanza dalla finestra. Un drider si catapulta giù sull’elfo che indietreggia, ma la grata gli impedisce di farlo efficaciemente e di tirare con l’arco da una distanza sufficiente. Jack si getta nella stanza per cadere sul drider dalla botola, ma spuntano alle sue spalle 3 ragni che lo seguono.
Gannicus uccide il drider in supporto a Throndir con un attacco devastante, ma non riesce ad evitare una puntura velenosa del mostro. Poi sia Gannicus che Jack (sceso giù nel frattempo) si occupano dei ragni, ma nello stesso tempo altri due drider arrivano dal sentiero alle loro spalle, cercando di chiudere le vie di fuga.
Throndir con le frecce, Crystal con i dardi e Jack coi pugnali li uccidono.
Nella relativa calma successivo, Throndir recupera da uno dei cadaveri un prezioso gioiello di acciaio brunito sagomato a ragno con incastonato un rubino (700 mo). Nel frattempo Crystal dà a Gannicus un antidoto con il quale cura il veleno che aveva in corpo.
Jack studia il cortile in avanscoperta. C’è un passaggio verso un secondo cortile interno oltre la chiesa principale della rocca (di fronte a loro) che dovrebbe portare ad una seconda uscita dall’altro lato del passo. Appena a dx una piccola cappella, sul lato sx della rocca tre porte (una grande due piccole) sopraelevate di qualche scalino che portano ad una sezione a due piani, sulla dx i resti rovinati delle stalle, e appena davanti ad esse il pozzo.
Con immane sforzo i PG decidono di portare la grata dell’ingresso sul pozzo per impedire fuoriuscite di creature del sottosuolo, ma nel farlo si ritrovano scoperti nel bel mezzo del cortile e una pioggia di frecce dalle feritoie li investe. Crystal dà copertura come può con la magia. Gannicus si ripara dietro il pozzo, gli altri due tra le mura crollate delle stalle, dove però notano una notevole presenza di ragnatele. Jack ferito ad un braccio viene curato dal ranger.
Crystal si rende invisibile per raggiungere i compagni alle stalle.
Jack percorre tutto il lato stalle per vedere di trovare un passaggio tra i muri crollati che li porti (riparati) al secondo cortile, ma cade in una ragnatela che nascondeva un crollo su una stanza sottostante. Perde per un attimo conoscenza e quando si riprende vede la stanza e se stesso (illuminati magicamente da Throndir) completamente ricoperti di ragnetti.
Throndir gli getta una corda per tirarlo su, ma nel frattempo 7 drider escono dall’edifico con le tre porte.
Crystal decide di scagliare una palla di fuoco, ma dopo i parecchi incantesimi lanciati il tessuto della realtà è instabile. la magia va a segno e ustiona gravemente 4 nemici, ma alcune fiamme fuori controllo lambiscono e incendiano il tappeto di ragnatele nelle stalle, costringendo Jack e Throndir ad acrobazie per evitare di venire investiti dal fuoco (salvo che poi invece Jack sfrutterà le fiamme residue per liberarsi dei fastidiosi ragnetti.
Gannicus si getta sui drider per rallentarli, Jack accusa traveggole per i numerosi morsi velenosi dei ragni. Throndir dà supporto a Gannicus con le frecce, Crystal con le sfere di acido del Bastone dell’Alchimista. Ad un tratto Gannicus viene imprigionato da un incantesimo di ragnatela in mezzo ai nemici, bersagliato dalle frecce. Crystal cerca di dare copertura con il bastone mentre Gannicus si libera. Throndir fredda i nemici con le sue frecce. Finalmente i PG hanno la meglio, ma la situazione è solo temporaneamente vittoriosa. Gannicus si attarda perquisire il mago drider (da cui recupera una borsa con dentro una pergamenda di ragnatela per Crystal), e viene puntellato di frecce. mentre prova a ripararsi nelle stalle viene trafitto al legamento. Si trascina alle stalle dove si cura con una pozione guaritrice.

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29/05/2014 - Sessione 10

Giorno 15 Marzo 1500 A.I. – mattina

All’improvviso, mentre i PG si ristabiliscono un minimo dalla battaglia dal pozzo comincia a fuoriuscire un vapore violaceo che prende la forma d una “gabbia”. Crystal prova a sparergli addosso una palla di acido, ma senza effetti.
Quindi decidono di scendere nel buco dove era caduto Jack. Dalla stanza di sotto prendono un corridoio che svolta a sinistra dopo pochi metri, e finisce in un’altra stanza piena di cianfrusaglie e svariate ragnatele non bruciate.
Da sopra vengono dei forti tremori.
Poi per un attimo i muri e l’ambiente intorno a loro diventa trasparente a causa di una qualche stregoneria. Nel cortile di sopra vedono la sagoma di un drider gigantesco (almeno 4 m) armato di un’enorme falce: dev’essere la Vedova!
widow.jpgGannicus fa per tornare su suoi passi e lì si accorge che altri drider stanno calando dal buco.
Gannicus se la vede con i drider aiutato dai compagni. Ma stare sotto è un pericolo visto che la falce dell’enorme drider cala come fosse eterea nel sotterraneo tentando di prendere alla cieca i PG.
Liberatisi dei drider i PG risalgono, prima Jack, poi Gannicus e Crystal, Throndir rimane temporaneamente indietro.
Fuori dal buco arrivano altri drider, che rendono la vita parecchio difficile. I PG subiscono numerose ferite, e Jack se la vede mooolto brutta.
Gannicus si lancia in acrobazie da arena per combattere la Vedova balzando oltre il muro diroccato delle stalle, ma questa lo ferma con una magia oscura che evoca tentacoli a mezz’aria. Throndir intanto la cerca di riempire di frecce, ma le sue protezioni contro i proiettili minimizzano i suoi attacchi.
Tra l’altro Gannicus viene charmato e usato dalla Vedova per combattere i suoi stessi compagni.
Finalmente, con parecchi sforzi, Crystal e Jack si liberano dei vari drider e dopo vari attacchi anche la Vedova viene uccisa.
Non sapendo se ci sono altri nemici, Gannicus si affretta a recuperare il falcione dal cadavere del mostro (ora tornato di dimensioni “normali”).

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