Dungeon World

20/03/2014 - Sessione 4

Giorno 10 Marzo 1500 A.I. – mattina

I PG tornano verso Codcliff, ma sulla via del ritorno quando costeggiano le scogliere a sud della Relentless grazie ad un richiamo di Eagle notano un uomo con un cannocchiale che osserva il villaggio da un’altura. Throndir decide di mandare avanti i compagni come diversivo e arrampicarsi.
Il primo tratto di scogli è fatto di rocce dure e dall’aspetto spugnoso. Ad un tratto con un piede appoggiando male sfonda uno degli scogli che si rivelano per quello che sono, ovvero delle “tane” a guscio per dei grossi crostacei dall’aspetto poco rassicurante che vivono al loro interno. Le creature infastidite mostrano aggressività, ma il pronto allontanamento del ranger fa sì che l’incontro non abbia conseguenze.
Throndir fa per raggiungere i compagni.
Nel frattempo Crystal butta l’occhio sull’individuo che nel frattempo ha spostato il cannocchiale su di lei e Gannicus. Ovviamente nel momento in cui la maga lo fa, questi si rende conto di esser stato visto e si allontana sparendo dalla vista. Throndir fischia comandando ad Eagle di seguirlo, mentre i PG salgono il pendio della collina dal lato orientale.
Arrivati su hanno solo il tempo di notare un sasso di fionda che piglia l’aquila ad un ala infortunandola e costringendola a planare verso il suo padrone. Non potrà volare per un po’.
In tutta risposta Throndir sale sul punto più alto da cui può vedere il tizio di prima che esce dal suo nascondiglio per andare a recuperare la sua “cena” (l’aquila). tende il suo arco e lo tiene sotto tiro, minacciandolo.
Ne segue una sorta di stallo durante il quale Throndir cerca di capire se quell’uomo è Hobart, ma quello s’insospettisce chiedendosi chi sono e se sono in combutta con gli imperiali.
Dopo tante inutili parole, basta una mossa improvvisa dell’individuo per tentare la fuga che Throndir lo trafigge senza pietà. I PG lo perquisicono, sembra uno dei prigionieri naufraghi e non ha nulla con sé ad eccezione del cannocchiale che prende Gannicus.
Crystal da quella posizione privilegiata scorge una strana architettura a ridosso di una collina verso l’entroterra, sembra all’entrata di una caverna.
Throndir constata che ci sono orme che vengono proprio da là, probabile provenienza del bucaniere. Purtroppo però dopo alcuni minuti passati a decidere il da farsi, dall’apertura escono altri quattro uomini (probabilmente alla ricerca del compagno “ritardatario”), che scorti i PG si gettano all’inseguimento. Inizialmente i PG scappano in quanto già provati dall’assalto del popolo piovra, ma poi, scesa la collina, Gannicus decide di fronteggiarli.
Prima che arrivino a corpo a corpo Throndir ne ammazza uno con le frecce, così come Gannicus a sassate. Il gladiatore deve tuttavia avvicinarsi alla spiaggia per trovare la pietra che gli serve, e nonappena lo fa le calotte rosse del popolo piovra affiorano dalle acque pronte a risalire la terraferma, attirate dal marchio di inchiostro.
I nemici arrivano a corpo a corpo, e Throndir riesce ad anticipare quello che si getta su di lui sfoderando per tempo la spada corta (anche se non evita una coltellata di striscio), mentre un tentativo a vuoto di Gannicus favorisce il suo avversario che lo scarta abile e si porta alle sue spalle. L’affondo del coltello del nemico s’infrange fortunatamente sulla resistente armatura del gladiatore, il quale si volta veloce con un fendente di spada bastarda che gli apre le viscere lordandolo di sangue. Visto che nel frattempo il popolo piovra sta arrivando sulla spiaggia, i PG decidono di non tergiversare oltre e tornare al villaggio.
S’è fatto mezzodì e Vitula è sempre fuori dalla capanna degli imperiali, guardingo. Nella casa comune a nessuno sfugge come i PG sono pieni di sangue/inchiostro, particolare che di certo non è sfuggito neppure al mago.
Da Felix apprendono che la strana architettura altro non è che un’antica miniera nanica abbandonata, in cui i PG pensano si siano rifugiati i naufraghi. Scroccano un pasto a bvase di teste di pesce.

Giorno 10 Marzo 1500 A.I. – pomeriggio

Pronti a ripartire per la miniera, vengono avvicinati e portati in disparte da un giovane, figlio di uno dei pescatori trasformati in pollo, il quale chiede loro di ammazzare gli imperiali, sono gli unici in grado di farlo. Promette loro tutti i soldi che ha, e anche la casa se vogliono, l’unica cosa che gli importa è salvare suo padre e ridare pace al villaggio.
Throndir lo convince a desistere dal suo intento e anzi lasciar fare a loro, in massimo un paio di giorni sistemeranno le cose.
abandoned_dwarven_mine.jpgI PG si dirigono alla miniera, ma finiscono incautamente in un’imboscata dei pirati che li attendono proprio all’ingresso. Throndir e Crystal vengono feriti da una rudimentale trappola a legni appuntiti (roba da Rambo…), poi i pirati, capitanati da un energumeno dalla barba nera e ispida che li esorta a scannare gli intrusi come maiali, si gettano all’attacco. Il combattimento non è semplice, e nonostante Crystal riesca a friggerne un paio con i suoi dardi incantati, e Throndir riesca poi ad indietreggiare coperto da Gannicus e freddarne un altro con le sue frecce prima di concentrarsi sul capo, il gladiatore dopo aver staccato un braccio ad uno dei bucanieri viene circondato dai restanti che lo accoltellano da tutti i lati.
Il capo sopravanza fino a Throndir, che riesce a ferire con una coltellata prima che l’elfo lo freddi con una freccia in mezzo alla fronte.
Throndir ferma le danze intimando ai pirati restanti di arrendersi, il loro capo è morto. Loro tendono sotto scacco Gannicus con i loro coltellacci ed esigono di portarsi dietro il gladiatore come ostaggio per coprirsi la fuga.
Gannicus approfitta della distrazione per una capriola all’indietro (sebbene sia costretto ad abbandonare la spada bastarda), portandosi a portata di Crystal che lo cura con un incantesimo di cura ferite leggere. Usare la magia qui dentro provoca a Crystal grande fatica e difficoltà di concentrazione.
A quel punto Throndir passa da parte a parte il pirata dal braccio amputato, mentre Gannicus ancora inginocchiato con un vero colpo basso da combattente dell’arena sfracella – letteralmente – i testicoli dei due che lo assalgono mettendoli fuori combattimento, e uccidendo poi il terzo con lo stocco. Infine giustizia i due a cui aveva smaciullato le palle.
Crystal prova a usare ancora il cura ferite leggere, ma accade qualcosa di strano. Complice l’estrema fatica di usare la magia qui dentro, anzichè energia positiva guaritrice, evoca energia negativa che s’infonde nei cadaveri tramutandoli in zombi! Throndir tira immediatamente su uno di essi, ma subito nota la scarsa efficacia del suo colpo. I PG decidono di darsela a gambe, ma prima Gannicus vuole decapitare il capo per portare la sua testa come prova dell’uccisione. Lo fa rapidamente e fa per andarsene, ma una mano del corpo senza testa gli blocca la caviglia. Lui gli stacca pure il braccio, ma la testa si anima e lo morde restando attaccata all’avambraccio del gladiatore. Prima di staccarla decide di allontanarsi come i compagni.
Scesi dalla collina la testa pare essere tornata inanimata e a parte il rigor mortis Gannicus non fatica a togliere i suoi denti dal suo braccio. In compenso Crystal teme che sulla miniera gravi una potente maledizione, altrimenti ciò che è accaduto non sarebbe stato possibile. Una maledizione che, dopo le ferite subite da Gannicus tramite il morso del capo-pirata-zombizzato, potrebbe colpire anche il gladiatore.

View
02/12/2013 - Sessione 3

Giorno 9 Marzo 1500 A.I.

codcliff.jpgI PG arrivano a Codcliff nel tardo pomeriggio, dopo aver assicurato sulla riva del Lule la barca, Eric Drawen decide di lasciarli e seguire il suo carattere girovago. Forse tornerà a Stadfloden a “sistemare le cose” con Tiziano (forse…). Gli altri risalgono il pendio verso ovest su cui sorge il villaggio di pescatori.
C’è nebbiolina, e luci al centro del villaggio. E’ subito evidente che sta succedendo qualcosa.
I pescatori sono riuniti a semicerchio davanti a un Imperiale e la sua guardia del corpo, un Mago della scuola Imperiale (come rivelerà poi Crystal, che ricorda come anche la Mente sia stato un tempo parte della Scuola Imperiale prima che si sfaldasse).
Il tizio richiede in malo modo l’aiuto di volontari per cercare un fuorilegge fuggito, tale Hobart, ma nessuno si fa avanti, cosa che fa adirare non poco l’imperiale.
Throndir si fa avanti chiedendo spiegazioni, ergendosi in un certo senso a difensore dei deboli, infastidito dai modi del nobile.
L’Imperiale è il Capitano-Senatore Balbus, accompagnato dal mago Vitula. I due sono naufraghi del Galeone Imperiale Relentless, il cui carico più importante era appunto il prigioniero da consegnare al Principe Jesper del Vaerdthvert.
Throndir cerca di strappare un compenso in cambio dell’aiuto dei PG, ma Balbus sostiene che è loro dovere aiutare l’Impero, e in tutta risposta Vitula tramuta due pescatori in polli.
Balbus minaccia che se non saltano fuori volontari altri seguiranno quel destino. I due si rifugiano quindi nella capanna che hanno espropriato.
I pescatori si raccolgono attorno ai PG implorandoli di ritrasformare i polli e di aiutarli, ma Crystal ammette che non gli è possibile.
I pescatori offrono loro ospitalità nella casa comune.
Il portavoce del villaggio, un pescatore di mezza età di nome Felix, spiega meglio i contorni della vicenda per quel che sa. Gli Imperiali non sono visti di buon occhi, perché assetati di tasse e pretenziosi oltre le possibilità del villaggio, mentre i pescatori anelano solo a continuare la loro vita tranquilla.
La Relentless è stata spiaggiata a ovest di Codcliff dalla tempesta circa 3 giorni prima, ma nessuno dei pescatori ha visto esattamente cos’è accaduto visto il maltempo.
Si sono solo visti arrivare il Capitano-Senatore Balbus, Vitula e un drappello di soldati imperiali, partiti poco dopo risalendo le rive del fiume attraverso le paludi per cercare l’aiuto di un distaccamento delle milizie del principe Principe Jesper del Vaerdthvert. Da Balbus hanno saputo della fuga di Hobart e dei suoi predoni, carico che il Capitano-Senatore stava portando davanti alla corte del Principe in tempo per la la visita dell’Imperatore al solstizio d’estate, in modo che il nobile potesse proclamare un giubileo di nove giorni di banchetti ed esecuzioni in suo onore.
I PG chiedono perché non pensare di sopraffare gli imperiali (sono solo 2), ma a parte Vitula, il punto è che costoro non sono l’unico problema. I pescatori sono molto preoccupati anche dei predoni che hanno di certo trovato rifugio qui attorno.
Felix informa che Balbus ha intimato a chiunque di stare lontano dalla Relentless, ma i pescatori non ci pensano nemmeno ad avvicinarsi, perché quello è il territorio del popolo-piovra. Tuttavia questo fa sospettare che sebbene Hobart sia il tesoro più importante, probabilmente la Relentless trasporta anche un bel gruzzolo recuperato dal tesoro dei bucanieri.
Dopo svariate discussioni notturne, i PG decidono di non discutere oltre con gli Imperiali. Eventualmente useranno il potere del Medaglione una volta recuperato per ritrasformare le vittime di Vitula.

Giorno 10 Marzo 1500 A.I. – mattino

baia_del_popolo_piovra.jpgTempo bigio ma non piove. Sveglia all’alba, uscendo notano che Vitula è guardingo fuori dal capanno degli imperiali. Ignorandolo si dirigono verso la Relentless in cerca di tracce, ma le maree le hanno già cancellate. Throndir stima che il ciclo delle maree potrebbe portare tra alcuni giorni il galeone ad essere invaso dall’acqua (il dislivello è circa 5-6 m).
Throndir fa controllare a Eagle che gli Imperiali non li abbiano seguiti: nessuno in vista.
Crystal si avvicina al limitare dell’acqua ma all’improvviso viene assalita da un orribile essere dalla pelle bluastra vestito con stracci da marinaio che le balza addosso dal sartiame semidistrutto, atterrandola. Gannicus accorre in aiuto e gli salta addosso cercando di placcarlo via, ne risulta una mischia, Throndir passa la gola del mostro a fil di lama, ma questo non perde nemmeno una goccia di sangue e non crepa! Finalmente Crystal fa appello a tutta la sua concentrazione e spara due dardi incantati a bruciapelo che lo trapassano, colpendo però anche Gannicus.
Altri mostri si aggirano sul ponte della nave (come confermato anche da Eagle), e i PG decidono di allontanarsi.
Crystal riconosce questi mostri come lacedon (ghoul marini) ma soprattutto capisce che sono l’equipaggio stesso della Relentless, legato alla protezione del galeone con un giuramento negromantico che li vincola nella vita e nella morte. Il responsabile di tutto ciò non può essere che il proprietario della nave, il Capitano-Senatore Balbus.
I PG si dirigono verso gli isolotti oltre le collinette a scogliera. Qui Throndir trova nell’erba delle tracce di qualcosa di pesante trasportato da esseri tentacolati, tracce che nè la pioggia nè le maree hanno potuto cancellare. La direzione indica il trasporto dalla Relentless agli isolotti.
Gli isolotti sono per lo più sommersi quando c’è l’alta marea, tranne alcuni, i più alti, su cui cresce una timida erbetta.
I PG cercano di esaminare la direzione del trascinamento entrando nella baia degli isolotti. La marea sta salendo e bagna loro le caviglie. Il tempo peggiora e ricomincia a piovere.
Ad un tratto la sabbia sotto Crystal cede, e sotto di lei si apre una voragine. E’ come se fosse una sacca, che porta a buie gallerie sottomarine. La maga si trova in acqua e vede le calotte rosse del popolo piovra emergere dall’oscurità. La circondano, le afferrano le gambe, provano a trascinarla sotto.
Throndir tira con le frecce, e un paio di piovroidi saltano fuori dall’acqua per avvinghiarsi a lui corpo a corpo.
Crystal prova a liberarsi, ma senza successo, l’acqua si sporca di sangue, icore e inchiostro, e la maga arriva quasi ad annegare se non fosse per il provvidenziale intervento di Gannicus che pianta la bastarda nella sabbia e si tuffa infilzando i molluschi con lo stocco come fosse un arpione.
Eliminati i nemici (e ignorando quello appiccicato alla sua spalla), Gannicus soccorre una Crystal ormai stremata portandola in superficie, mentre sotto di loro una nuova ondata di calotte rosse si avvicina. Il piovroide ancora attaccato al gladiatore lo marchia con l’inchiostro, fatto che sembra attirare su di lui tutte le attenzioni dei mostri.
Alla fine i PG riescono ad uscire dalla buca e fuggono mentre decine di piovre escono dietro di loro e li inseguono sulla sabbia camminando sui loro tentacoli.
I mostri desistono quando i PG scappano in direzione Codcliff, più o meno superata la Relentless.

View
25/11/2013 - Sessione 2

Giorno 8 Marzo 1500 A.I.

Arrivati a Stadfloden Gorm lascia il gruppo per perseguire i suoi scopi, e i PG si riuniscono nella taverna di Olaf con il Bardo Eric Draven.
Il pomeriggio è piovoso e la pioggia battente. Con la chiave in mezzo al tavolo i PG discutono del medaglione, un artefatto magico in grado di cambiare la natura delle cose (si parla di trasmutazione delle sostanze o di metamorfosi delle creature).
La ricerca di questo oggetto è stata commissionata da uno dei principali personaggi del Circolo dell’Ermellino, di cui Crystal fa parte.
Alla guida del Circolo ci sono parecchi maghi influenti (es. la Mente, il Politico, ecc.). Chi ha commissariato a Crystal la cerca è la Mente. A detta di Crystal lo fa per interesse nei confronti di un oggetto potente, Crystal lo fa per interesse personale di conoscenza magica.
Crystal lo ha rivelato ad Eric la sua missione e il suo mandante, perché quest’ultimo era a conoscenza del fatto che fosse nelle mani del leggendario Padre Corvo, e che servisse una chiave nelle mani dei quaggoth.
Ad un tratto un uomo entra in taverna. E’ un mercante di nome Tiziano che pare conoscere per fama Eric e le sue ballate. Nel parlare fa menzione di una barca che si è arenata a nord sul mare, a Codcliff, che pare portasse un tesoro.
Notata la chiave sul tavolo rimane affascinato scambiandola per un gioiello (merce che commercia). Si offre di comprarla per 500 monete, ma i PG rifiutano. Il mercante se ne va.
Throndir e Gannicus vanno in cerca di un armaiolo per recuperare una spada per il gladiatore, Crystal resta un poco in taverna. Eric aspetta un po’ e poi esce seguendo Tiziano sotto la pioggia.
Quando raggiunge il mercante, gli propone un accordo di vendita della chiave, dicendo che ci ha ripensato e che penserà lui ad occuparsi dell’affare, lasciando perdere i compagni.
Tiziano accorda dopo una trattativa la collaborazione di Eric per aiutarlo ad impossessarsi della chiave. Gli anticipa 225 monete, dicendogli che la notte manderà degli uomini a prendere l’oggetto. Il suo compito sarà di lasciare aperta la porta della loro stanza, dopo averli drogati a cena con un “farmaco della nanna” che gli consegnerà assieme all’anticipo. Se dormono, nessuno si farà male.
Throndir e Gannicus trattano per una spada alla fucina del fabbro Hogan. Gli promettono di fargli avere il Cinghiale Gigante, terrore dei cacciatori della zona (si dice abbia ucciso 4 persone) in cambio di una spada bastarda di ottima qualità. Hogan si fida della loro parola, e temporaneamente presta a Gannicus una bastarda comune.
Crystal esce per un giro, trova di suo interesse la farmacia. Entrando incrocia il mercante Tiziano che si affretta ad uscire. Poco dopo Tiziano consegnerà a Eric il farmaco (olio di tagit, 3 dosi, pericoloso, applicato).
Crystal accorda con il farmacista un compenso equivalente a 50 monete se gli porterà delle erbe del ritorno, che si trovano di notte in prossimità dei luoghi dove si vedono i fuochi fatui.
Tutti tornano in taverna, sono soli e Olaf non si cura di loro. Eric mostra le monete e rivela il piano di Tiziano. I PG si preparano a “riceverlo”, Throndir nella stanza opposta (mandando Eagle fuori a sorvegliare dall’alto), Gannicus e Crystal nella stanza a far finta di dormire.
Eric si finge mezzo ciucco, Olaf chiude la taverna e lo lascia lì, quindi se ne va a letto.
Dopo la mezza Eagle torna “avvisando” che qualcosa sta per accadere.
La porta si apre, entrano quattro mammalucchi (avevano la chiave), vedono Eric ciucco e lo ignorano, poi vanno di sopra dove i PG tendono loro l’imboscata. Throndir prova a colpire ma fallisce, e si trova i nemico addosso (ma evita il suo attacco sfruttando la porta). Gannicus ne impala uno, Crystal dà una bastonata ad un altro finito poi dal gladiatore che gli sfracella la faccia con l’elsa. Throndir finsice con Eagle il suo. L’ultimo scappa di sotto, nel frattempo Olaf si è svegliato per il trambusto ed esce nella stanza di sotto.
Eric trafigge a sorpresa il fuggiasco quando gli passa di fianco (lo credeva ubriaco!), uccidendolo.
Di sopra perquisicono, rimediando qualche monete e coltelli, niente di più. Erano dei balordi da poco.
Olaf va in panico per l’accaduto, ma quando realizza che il cadavere di quello ucciso da Eric è suo figlio (aveva la chiave!) sembra impazzire e fa per buttarsi in strada a chiamare le guardie. Eric lo ferma trapassandolo con il suo stocco.
I PG decidono di dileguarsi nella notte. Fregano una barca con lanterna approfittando del buio e della pioggia e si dirigono verso Codcliff lungo il fiume Lule attraverso le paludi.

View
19/11/2013 - Sessione 1

Giorno 4 Marzo 1500 A.I.

quaggoth.jpgI PG stanno fuggendo verso valle nella conca di un ghiacciaio, con gli stivali che affondano faticosamente nella neve. Sono inseguiti da una decina di quaggoth inferociti.
I quaggoth sono inferociti perché i PG hanno rubato al loro capotribù una chiave utile per raggiungere un tesoro, un medaglione. Per ottenere la chiave, un oggetto sacro per i quaggoth, sono saliti sul ghiacciaio dove si trovano le loro caverne, vi si sono infiltrati e hanno ucciso il loro capo che lo portava al collo. Ovviamente i quaggoth non l’hanno presa bene…
Questo medaglione si trova nel palazzo di ghiaccio di Padre Corvo. Crystal sa che questo Padre Corvo è un eremita tanto leggendario quanto misterioso.
Gannicus e Gorm decidono di fermarsi e fronteggiare i nemici, Throndir e Crystal avanzano di pochi metri ma all’improvviso pochi passi davanti a loro la neve cede rivelando un pericoloso crepaccio!
Throndir balza all’indietro ma Crystal scivola sulla neve.La maga riesce ad aggrapparsi ad una roccia, ma nella caduta la chiave che ha al collo si strappa e resta impigliata vicino alla sua mano.
Throndir le getta una corda per aiutarla e a questo punto la situazione si fa un po’ più rosea per la maga, ma se lei molla la roccia per afferrarla la chiave può cadere. Throndir le dice di lasciar perdere la chiave, ma Crystal ribatte che è importante, addirittura più per lui che per lei.
Nel frattempo Gannicus e Gorm indietreggiano piazzandosi a difesa dei compagni in difficoltà. I due riescono (non senza ferite per Gorm) a scagliare uno dei quaggoth nel crepaccio e a mettere fuori combattimento l’altro sfasciandogli l’inguine. Tuttavia i quaggoth sono duri da buttar giù e prima che arrivino gli altri i PG decidono di darsela a gambe.
ghiacciaio.jpgSi portano man mano verso la strettoia della conca del ghiacciaio, con le vette che li sovrastano da entrambi i lati. Ad un certo punto Gorm cerca di capire dove la coltre di ghiaccio può essere fragile, in modo da sfruttarla a proprio vantaggio. Purtroppo realizza che lui e i compagni si trovano sopra un punto dove la coltre di ghiaccio è pericolante, ed è un miracolo se non si è ancora spezzata.
Throndir interviene sfruttando le sue abilità per portare fuori i PG dai guai: di sicuro gli animali che vivono quassù sanno come muoversi.
I PG seguono le tracce degli animali al sicuro, e quando Gorm vede che i quaggoth si avvicinano alla zona pericolosa schianta il ghiaccio con la sua ascia. Il manto cede rivelando il burrone, la neve scivola trascinando con sé nel dirupo 2 nemici. Inoltra il cedimento ha creato un passaggio sicuro stretto a ridosso della parete della montagna, che costringe i quaggoth ad avanzare in fila indiana e a Gorm e Gannicus di affrontarli uno alla volta
Gorm lancia il suo urlo di sfida ai nemici, ma facendolo smuove della neve sopra di loro. Attenzione, possibili valanghe.
Il primo quaggoth si fa sotto assalendo Gannicus. Da dietro Crystal frigge un quaggoth di quelli nelle retrovie con i dardi incantati, Throndir ne ferisce un altro con le sue frecce, ma le continue tensioni del suo arco ne spezzano la corda.
Gannicus decide di combattere ed infilzare con la sua spada Impalatore il quaggoth che balza su di lui. Il quaggoth è infilzato e ferito ma il suo stesso colpo ora blocca l’arma di Gannicus con il suo peso. Gorm decide di aiutare il compagno piantando l’ascia nella schiena al quaggoth.
Il contraccolpo è tale da far cadere Gannicus. Il peso del cadavere sulla neve lo trascina verso il dirupo, e la sua spada è nel cadavere. A malincuore il gladiatore lascia andare l’Impalatore, arma di mille battaglie nell’arena.
I quaggoth sono ancora troppi e troppo forti. I PG vorrebbero provocare una slavina, e Throndir grazie alle sue conoscenze sa individuare dove la neve è più debole sopra il costone roccioso.
Il problema è che questa linea di rottura si trova diversi metri in alto sul crinale e ci vuole energia per farla crollare.
I PG arretrano, Gannicus sfodera il suo coltellaccio ricurvo e tira dove indicato dall’elfo, ma per farlo deve mettersi in una zona pericolosa. La slavina parte investendo i nemici e trascinandoli nel crepaccio.
Gannicus viene investito da uno dei bordi della lingua di neve, e trascinato a bordo crepaccio. A poca distanza da lui nella neve vede scivolare l’ascia di pietra del quaggoth ammazzato prima. La afferra e la pianta tra alcune rocce usandola come appiglio.
Throndir, non fidandosi ad avvicinarsi, ordina alla sua aquila Eagle di portare tra gli artigli un lembo di corda a Gannicus. Il gladiatore si aggrappa e alla fine riescono a tirarlo su.

Giorni 5-6-7 Marzo 1500 A.I.

I PG affrontano quindi la discesa verso la stazione commerciale di Stadfloden. Durante il viaggio Gorm assiste ad una scena curiosa di un cinghiale dal cui pelo spunta una manina che gli gratta sulle chiappe (?). Crystal pensa possa trattarsi di spiritelli e accenna ad una loro possibile maledizione che rivela la vera natura delle persone.

View

I'm sorry, but we no longer support this web browser. Please upgrade your browser or install Chrome or Firefox to enjoy the full functionality of this site.