Dungeon World

09/04/2014 - Sessione 6

Giorno 11 Marzo 1500 A.I. – mattina

Risvegliatisi all’alba per partire, Throndir e Crystal si scontrano con l’ostruzionismo di Gannicus, che ritiene di non voler ancora partire perchè il “sole non è abbastanza alto”.
Ad ogni modo la nebbia è fitta e il cielo del mattino cupo.
Questo ritardo nella partenza tuttavia mette i tre nella condizione di vedere cosa accade. Balbus ferito e infuriato, minaccia i pescatori per bocca di Vitula. Egli ha visto nel buio la sagoma del suo aggressore, un giovane esile e alto. Se non salterà fuori il colpevole, egli farà impiccare tutti coloro che assomigliano al sospettato.
A nulla servono le proteste di Throndir, anche se quando fa notare che un sempliciotto non avrebbe potuto eludere la sorveglianza di Vitula, Balbus fa trasparire il suo disappunto. E’ evidente che il Capitano-Senatore non si capacita di questo fatto, non sapendo che il mago è stato colto di sorpresa perché impegnato in una conversazione proprio con i PG.
I due Imperiali si ritirano nel capanno.
La minaccia di Balbus scatena una guerra fratricida tra i pescatori, con accuse e sospetti reciproci. Throndir avvicina il figlio del pescatore trasformato in pollo per chiedergli se è per caso stato lui (visto che gli aveva chiesto di uccidere gli Imperiali), il ragazzo nega ma Felix capta la conversazione.
Il pescatore adirato chiede cosa sa Throndir cosa ha fatto il ragazzo, la situazione sfugge al controllo, i pescatori accusano il giovane e partono degli spintoni. L’elfo reagisce con uno sganassone al pescatore che ha spinto il ragazzo a terra.
Throndir cerca di riportare la calma, poi qualcuno fa notare che i PG presenti sono 3 e non 4 come la notte prima. Throndir, Crystal e Gannicus negano che il quarto (Jack) fosse una loro conoscenza. Pensavano fosse uno dei pescatori. I pescatori pensavano che fosse un amico degli avventurieri. Grazie a questo equivoco la situazione si calma, dato che a questo punto tutti sospettano che il misterioso “uomo di troppo” sia l’aggressore di Balbus.
Approfittando della relativa calma, i PG si allontanano dal villaggio per andare all’incontro con Jack.

Incontrato il ladro e arrivati alle miniere dalla seconda entrata, il gruppo segue il binario centrale e raggiunge la sala centrale dove i pirati avevano stabilito il loro campo.
DUN_MinieraAbbandonataCodcliff_1.jpg
Nel salone spicca una gru montacarichi (3) per scendere nelle profondità della miniera, ancora funzionante. A detta di Jack nessuno dei pirati si era avventurato la sotto. I bucanieri si erano limitati a fare delle stanze sopra il mezzanino (5) (una volta utilizzate dal personale nanico di miniera) le loro “cuccette”.
L’enorme salone sembra essere dedicato, secondo quanto spiegato da Crystal, ad un antico dio del ferro, di cui c’è un altare pagano, stilizzato e pieno di iscrizioni runiche in lingua nanica, su uno dei lati della sala. Il dio del ferro è stilizzato con una grande sagoma metallica che ricorda fattezze umanoidi. Crystal ricorda che sebbene i nani venerino i Santi e aderiscano alla Chiesa come tutti gli altri popoli, sopravvivono tra loro culti pagani e superstizioni, come ad esempio questa del dio del ferro.
Throndir e Crystal decidono di scendere per esplorare le profondità della miniera e capire l’origine del male negromantico, ma Gannicus rifiuta. Anche Jack non se la sente, qui dentro se l’è già vista brutta, resterà qui a fare il palo e ad azionare il meccanismo della gru.
I due scendono dopo aver evocato una luce magica a testa. Dopo un primo pozzo di 15 m arrivano ad un piano e percorrono una caverna a metà della quale c’è un arcata di pietra lavorata con nuove iscrizioni naniche semi-cancellate. Proseguono fino ad arrivare ad un secondo montacarichi che si spinge in un pozzo ancora più profondo. L’argano per manovrarlo è sull’elevatore stesso, per cui non c’è bisogno dell’aiuto di nessuno.
Crystal e Throndir scendono, fermandosi al livello del primo cunicolo che scorgono (dopo almeno altri 40 metri). Il pozzo prosegue ancora, ma frenano l’argano del montacarichi e si apprestano ad esplorare il tunnel.
Dopo una decina di metri il cunicolo si divide in due, e la deviazione di destra presenta una scalinata di roccia naturale che sale dolcemente. Throndir grazie al suo udito elfico sente uno scricchiolio da dietro. Tornati a controllare, i PG notano che il freno del montacarichi è allentato. Crystal lo reincastra per bene e riprendono l’esplorazione. Ma ecco che al bivio il rumore si presenta di nuovo. Tornati al montacarichi il freno è quasi del tutto allentato. Crystal teme che qualcosa si nasconda nel buio o che sia la maledizione, era certa di averlo fissato bene. tuttavia, forse non essendo proprio nuovo…
Throndir tira fuori dallo zaino un chiodo da rocciatore e lo infila nella ruota del meccanismo, poi lo lega ben bene con una corda. Così saranno tranquilli.
Riprendono l’esplorazione, Throndir apripista. Al bivio ancora un rumore udito da entrambi. Crystal intuendo che venisse dal montacarichi si precipita indietro, ma l’udito fine dell’elfo non lo inganna veniva da davanti.
Throndir aumenta l’intensità della sua luce e ciò che vede lo fa rabbrividire. Un gruppo di nani dagli occhi vitrei avanzano lenti e silenziosi emergendo dall’oscurità. I loro corpi gonfi e pallidi sono ricoperti da bande e strisce di metallo conficcate nella carne, come se volessero imitare l’icona del dio del ferro.
Throndir indietreggia veloce, urlando a Crystal di liberare l’argano. crystal fa più in fretta possibili, Throndir tiene a bada l’avanzata con l’arco. Una delle sue frecce abbatte uno dei nemici.
Poi veloci risalgono con l’elevatore.

Tornati su raccontano ai compagni cosa hanno visto. Crystal non si capacità di come un solo suo incantesimo abbia potuto risvegliare una simile maledizione su questo luogo, è evidente che c’è qualcos’altro all’opera, di molto più “grande”.
Throndir insiste per tornare di sotto e scoprire cosa sta accadendo, ma hanno bisogno della forza di Gannicus. Solo dopo diversi tentativi convincono il gladiatore a scendere.
Ripercorso tutto il tragitto e arrivati al bivio salgono la scala fino ad arrivare ad una sala dove lungo le pareti sono posizionati tanti piccoli idoli di ferro. Poi d’un tratto le luci magiche si affievoliscono. Sembra che il luogo si stia nutrendo di magia. Gannicus, che aveva acceso una torcia normale, ha la fonte di luce più intensa.
Man mano che il buio avanza, al suo limitare si scorgono i mostruosi nani. La loro velocità è quella del buio e in men che non si dica sono su Throndir che si difende come può con la spada corta.
I nani sfilano dalla loro carne pezzi di ferro da usare come armi, che brillano incandescenti nel buio come appena usciti dalla forgia. Come possono vivere con pezzi di metallo rovente conficcati nel corpo?
Uno dei mostri azzoppa Throndir infilzandolo con il ferro rovente alla gamba. Throndir cade e i mostro sono su di lui. Crystal ne tiene a bada alcuni uccidendoli con i suoi dardi serpeggianti, ma presto anche la loro magia sembra assorbita da questo posto terribile.
Nel frattempo dei tuoni sconquassano la miniera. Sembra che vengano da fuori, ma rimbomano nei cunicoli.
Gannicus si lancia con un calcio volante sugli avversari di Throndir riuscendo a far sì che l’elfo abbia il tempo di eluderli. Ne falcia alcuni, che muoiono. I cadaveri si dissolvono come cenere lasciando sul terreno solo le bande di ferro.
I nani continuano ad arrivare, e Gannicus per capire da dove arrivano fa scivolare avanti la torcia.
Dalla penombra al limitare della luce, scorge un’enorme figura, una sagoma che ricorda il dio del ferro che semza emettere rumore martella, forgia, incastra metallo rovente nella carne dei suoi piccoli servi, che poi posa a terra e avanzano nell’oscurità verso i PG.
Constatato che continuano ad arrivare e il pericolo è grande, i PG se la danno a gambe. Tornati al montacarichi risalgono.

Ormai per Crystal è evidente che la sua magia da sola non può aver risvegliato casualmente tutto ciò. Nel frattempo fuori sembra essersi scatenato il finimondo, tuoni, fulmini pioggia.
I PG decidono di uscire dalla miniera e tornare al villaggio, ma all’uscita rimangono a bocca aperta.
128labyrinth.jpgUn gigantesco maelstrom di nubi si è concentrato nel cielo scatenando la tempesta e nel suo occhio converge un raggio di luce verde che si origina da uno degli isolotti emergenti a ovest della Relentless. La marea si è alzata, e Gannicus col cannocchiale vede che un enorme numero di piovroidi dalle calotte rosse di sta radunando lì attorno.
Ecco l’origine magica di cui sospettava Crystal, il qualcosa di “grosso”. Ma cosa sta accadendo laggiù?
I PG fanno ritorno a Codcliff. E’ ormai mezzodì. Visto che Jack che non può tornare al villaggio senza essere riconosciuto, Crystal lo rende invisibile con un incantesimo.

Giorno 11 Marzo 1500 A.I. – pomeriggio

Vitula osserva come incantato la tempesta. Dietro di lui alcuni soldati imperiali stanno montando dei pali. E’ arrivato il contingente di rinforzo, composto da almeno una dozzina di uomini!
Balbus è talmente impegnato nel preparare la sua vendetta che sembra ignorare completamente l’imponente fenomeno che accade alle isole.
I PG cercano di convincere lui (e Vitula, che però non si espone) a dar loro degli uomini per scoprire l’origine del male nelle miniere, facendo leva sul fatto che se i pirati erano lì Hobart dev’essere la sotto (anche se sanno che ciò è falso, visto che come diceva Jack, Hobart non è mai stato con i suoi uomini dopo il naufragio).
Balbus non crede loro. Ora ha i suoi uomini e deciderà lui cosa fare. Non ha più bisogno dei PG. Intanto, stasera si godrà lo spettacolo di qualche sospetto impiccato.

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